Brexit, fronte del “Remain” pronto con il contro-referndumSubito dopo il referendum che ha sancito la Brexit, il fronte del “Remain” si attiva per un contro-referendum.

Molti britannici sono ancora sotto shock per l’esito del referendum che sancisce la fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Sono in tani a temere per l’economia locale e la sterlina che in questi giorni è in caduta libera, fa davvero temere il peggio.

Così il fronte del “Remain”, in men che non si dica, ha avviato una raccolta di firme volta a cambiare la legislazione dei referendum consultivi.

In pratica il nuovo referendum dovrebbe permettere di ripetere la tornata elettorale se si registra un’affluenza alle urne inferiore al 75 per cento.

Certo, la mossa ha il sapore del tentativo disperato di arrampicarsi sugli specchi, tuttavia la dice lunga sul disagio che sta vivendo il Paese in queste ore, almeno fra i tanti che hanno sperato fino alla fine nella vittoria del “Remain”.

La petizione presentata riguarda i referendum sull’Unione europea. Nello specifico si chiede al governo di stabilire che quando si raggiunge una maggioranza inferiore al 60 per cento, con un’affluenza sotto quota 75 per cento, la consultazione è da ritenersi nulla, perciò si dovrà ripetere.

Finora nelle principali città d’Inghilterra, a Brighton, a Oxford, a Cambridge, a Manchester e Londra sono state raccolte più di un milione e mezzo di firme.

Stando a questa petizione il referendum di giovedì dovrebbe essere ripetuto: l’affluenza si è fermata al 72 per cento, ma la maggioranza dei voti per l’uscita dalla UE ha totalizzato il 52 per cento contro il 48 del fronte filoeuropeo.

Siamo, quindi, molto molto inferiore alla soglia di riferimento (60%) che si vuole fissare per rendere valide le consultazioni.

In ogni caso, una domanda sorge spontanea: anche se questo referendum portasse al risultato auspicato dal fronte del “Remain”, potrebbe avere effetto retroattivo? Staremo a vedere.