Daldykan, in Russia scorre un fiume rosso sangueIn Russia il fiume Daldykan è diventato rosso sangue.

Per Sergey Donskoy ministro delle Risorse Naturali e dell’Ambiente si tratta di inquinamento provocato da “una sostanza chimica non identificata”.

“Non identificata”, significa che al momento nessuno riesce a capire che cosa sia successo al corso d’acqua che scorre in Krasnoyarsk, territorio della Siberia centrale.

Non si sa o non si vuole sapere, perché la zona non è deserta e nemmeno “vergine” visto che il fiume scorre  a pochi passi da Noril’sk, la città industriale che ha la nomea di essere una dei siti più inquinati del Pianeta.

Qui lo sfruttamento minerario è la principale attività. Non a caso da Noril’sk arriva il 35% del palladio e il 20% del nichel utilizzati a livello mondiale. Impossibile non pensare che l’inquinamento del fiume sia dovuto proprio ai rifiuti di queste attività.

I primi sospetti per l’anomala colorazione rossa del fiume Daldykan, infatti, son caduti sulla compagnia che sfrutta l’immenso deposito minerario della zona, la MMC Norilsk Nickel.

Donskoy stesso, d’altra parte, ha spiegato che dai rapporti preliminari si identificava come possibile causa la rottura, con conseguente sversamento, di una pipeline nel cui interno scorrono i liquami del vicino impianto metallurgico di Nadezhinskogo, sempre di proprietà della MMC Norilsk Nickel. La società, ovviamente, nega.

Di questo disastro ecologico, in parte è responsabile anche il governo, non fosse altro per la mancanza di tempestività nell’intervenire.

Il fiume, infatti,  ha cominciato a tingersi di rosso nel mese di giugno 2016. Le comunità hanno prontamente segnalato il fenomeno, ma le indagini sono partite solo il 6 settembre dopo che le immagini inquietanti di quel serpentone rosso, inevitabilmente, sono diventate virali.