Il Sole in letargo e le missioni di Esa e Nasa

Il Sole in letargo e le prossime missioni della Nasa e dell’Esa.

Il Sole, come noto, è la nostra stella di riferimento, la stella a noi più vicina. E la Terra, a sua volta, ha una gran fortuna: nella sua orbita intorno al Sole mantiene una distanza tale che non fa né troppo caldo, né troppo freddo. La condizione, o almeno una delle condizioni ideali per la creazione della vita.

Ma il sole è anche fonte di energia, di luce, di calore. Se solo noi terrestri fossimo posizionati a distanze maggiori da questa stella, semplicemente rischieremmo di non essere. E invece siamo qui, a scrivere e a commentare, a vivere questa bella esperienza che è la vita.

E il Sole stesso? Terra e altri pianeti a parte, come si comporta? Tutto sommato ha, al momento, un comportamento abbastanza tranquillo. Nel corso della sua vita questa stella ha momenti di stasi e momenti di particolare attività, vale a dire dei cicli che vengono stimati in circa undici anni. Ogni undici anni abbiamo un sole particolarmente vivace e attivo, con la propria attività misurabile sostanzialmente, ma non solo, dal numero delle macchie solari presenti sulla sua superficie.

Come osservare queste macchie solari, e magari anche qualche altro particolare sulla superficie della stella? Non è affatto difficile, basta un semplice binocolo o anche un piccolo telescopio, a patto che ogni osservazione venga fatta rigorosamente con l’ausilio irrinunciabile di un apposito filtro. Perché, come si sa, la luce è talmente intensa, e con essa il calore sprigionato, che, focalizzata in un punto prossimo all’occhio, può provocare dei danni molto seri.

Ma cosa sta succedendo nelle ultime settimane al Sole? In verità si sta rilevando qualcosa di anomalo, vale a dire la pressoché assenza di macchie solari. Il che vuol dire che la stella è in uno stato di quasi quiescenza, se così si può dire. A proposito Mauro Messerotti, dell’Inaf, spiega: “Siamo in una fase di minima attività perché le sequenze dei giorni consecutivi senza macchie stanno aumentando, ma bisogna seguire con attenzione tutta questa fase per stabilire esattamente quando sarà raggiunto il valore minimo assoluto che caratterizza il punto finale del vecchio ciclo e l’inizio del nuovo”.

“Le macchie del nuovo ciclo saranno caratterizzate da due elementi: compariranno alle alte latitudini, mentre in prossimità dell’attività minima compaiono vicino all’equatore, e avranno le polarità magnetiche Nord-Sud invertite rispetto alla macchie del vecchio ciclo”.

Nel frattempo sulla Terra, nonostante la fase di minima attività del Sole, si registrano molte meravigliose aurore boreali, che sono generate proprio dal vento solare che colpisce la Terra. E, sempre nel frattempo, l’uomo, che è particolarmente curioso nei confronti della propria stella madre, sta preparando missioni spaziali che riusciranno quasi a toccare il Sole, mandando navicelle a breve distanza dalla stella.

La parker Solar Probe della Nasa sarà il nome della sonda che si avvicinerà moltissimo al Sole. Toccherà poi alla europea Esa, che invierà da quelle parti la sonda Solar Orbiter intorno al Febbraio del 2020. Spiega ancora Messerotti: “La sonda Parker arriverà a una distanza record di 6,3 milioni di chilometri dal Sole: sarà immersa nella corona solare, dove le temperature raggiungono picchi superiori a 1.300 gradi”.

“Le immagini ultradettagliate che scatterà ci aiuteranno a capire cosa accelera il vento solare e le particelle energetiche, in modo da permettere previsioni sempre più accurate delle tempeste solari e del meteo spaziale. La solar Orbiter dell’Esa invece si fermerà a circa 43 milioni di chilometri dal Sole per osservarne le regioni polari da dove partono le autostrade che portano le particelle solari nello spazio interplanetario”.

Auguri di buon lavoro ad entrambe queste due meraviglie della tecnologia.

A cura di: Eleonora Gitto

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