Gemelle siamesi, separate due bimbe algerine legate per il torace

I gemelli siamesi sono due persone legate fisicamente, che condividono due o più organi. L’embrione che ha dato loro vita ha iniziato a dividersi, ma non ha più completato questo processo: la coppia di gemelli è quindi sempre monozigote e dello stesso sesso.

I gemelli siamesi prendono il nome dal caso più celebre, quello di due gemelli nati nel Siam (l’attuale Thailandia), Chang ed Eng.

Nel 1800 i due gemelli vennero al mondo attaccati per lo sterno da una cartilagine. Siccome all’epoca era difficile affrontare con sicurezza un’operazione chirurgica di separazione, decisero di restare uniti, ma facendo in modo che ognuno avesse un minimo di iniziativa personale.

All’età di 18 anni circa si esibirono in un tour mondiale nei circhi al seguito di un mercante inglese, Robert Hunter. Si trasferirono poi in Carolina del Nord, dove sposarono, nel 1843,le due sorelle Adelaide e Sarah Anne Yates. Ebbero una decina di figli ciascuno e vissero in case separate: i gemelli vi riuscivano vivendo tre giorni in una casa e tre nell’altra.

Il fenomeno è  molto raro: avviene circa una volta ogni 120.000 nascite. Il legame può avere combinazioni infinite, ma purtroppo soltanto a volte è possibile dissolverlo grazie ad intervento chirurgico: quando infatti i gemelli condividono organi vitali è impossibile separarli senza che uno dei due o entrambi muoiano.

Nella maggior parte dei casi (tra il 70 e l’80%), inoltre, i gemelli congiunti vengono alla luce già morti (morte alla nascita) o muoiono poco dopo il parto. La causa della morte è legata agli organi condivisi e alle loro malformazioni. Le zone del mondo in cui è più probabile osservare la nascita di gemelli siamesi sono l’America Latina (Brasile in particolare), il Sud-Ovest dell’Asia e alcuni stati dell’Africa.

Gemelle siamesi separate due bimbe algerine

gemelle siamesi separate bimbe algerine

Originari dell’Africa sono  le piccole Rayenne e Djihene, algerine di 17 mesi, che erano attaccate dall’addome e dal torace fino a qualche giorno fa, ma grazie alla moderna medicina sono state separate.

L’iter delle gemelline è iniziato un anno fa quando sono state accolte dall’Algeria nella struttura sanitaria romana dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù per motivi umanitari. La famiglia – che è musulmana –ha chiesto aiuto all’ospedale Bambino Gesù dove operano tra i migliori specialisti al mondo.

L’operazione è durata 10 ore e per prepararla al meglio sono stati realizzati modelli e stampe 3D delle gemelle. Una speciale procedura ha consentito di dimezzare la durata dell’operazione (in media di 18-20 ore) riducendo il tempo di esposizione delle bambine all’anestesia. Due ore dell’intervento sono state dedicate alla preparazione anestesiologica, le restanti alla separazione delle gemelle e alla ricostruzione di addome e torace. Al tavolo operatorio si sono avvicendate 5 equipe chirurgiche cui era stata assegnata una precisa fase dell’intervento.

Nel corso dell’intervento sono state divise le costole e il fegato; ricostruiti lo sterno (prima inesistente) e il diaframma; è stato diviso e ricreato il pericardio con sostanze biologicamente compatibili; sono stati ricostruiti addome e parete toracica.

«Ringraziamo di cuore papa Francesco per la grande opportunità che ci ha dato per le nostre bambine» hanno detto in apertura della conferenza stampa presso l’ospedale i genitori delle gemelline. «Non speravamo in un risultato così – hanno aggiunto emozionati – ma più passavano i mesi più le nostre speranze avevano basi sempre più solide».

L’ospedale ha anche annunciato che un’altra coppia di gemelle siamesi, già ricoverate nel reparto di Neonatologia, verrà separata nelle prossime settimane. Provengono dal Burundi e sono unite per la zona sacrale (pigopaghe).

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