Nausea sintomo per molteplici patologie
Ansia, un disturbo che si acquisisce geneticamente dai genitori

La nausea è un disturbo caratterizzato da una sensazione di leggera spossatezza accompagnata da desiderio di vomitare. Spesso si manifesta con pallore, vertigini e sudorazione e può essere accompagnata da disgusto per il cibo o per alcuni odori, da fastidio a livello dello stomaco, abbondante produzione di saliva.

Le cause della nausea sono numerose. Principalmente, all’origine di tale sintomo possono esserci problematiche che interessano: gli organi addominali o pelvici, il sistema nervoso centrale o i centri dell’equilibrio dell’orecchio interno.

Molto diversi tra loro sono i fattori che possono scatenare la nausea, fattori emotivi, presenza di particolari stimoli (olfattori, visivi, gustativi), stato di gravidanza, assunzione di alcuni farmaci, disturbi a carico degli organi precedentemente citati.

Tra le cause gastrointestinali ci sono soprattutto indigestione, gastrite cronica o problemi intestinali, ma anche epatite, cirrosi, calcolosi della cistifellea, patologie del pancreas. Anche il reflusso gastroesofageo si accompagna spesso a un senso di nausea.

Nausea sintomo per molteplici patologie

Nausea sintomo per molteplici patologie

La nausea gravidica, invece, è tipica soprattutto dei primi mesi di gestazione ed è principalmente dovuta a fattori di tipo ormonale: all’inizio della gravidanza, infatti, si verifica un brusco aumento di alcuni ormoni (gonadotropina corionica, estrogeni e progesterone), che hanno la capacità di raggiungere e stimolare i centri che controllano il riflesso della nausea e del vomito, posti nell’ipotalamo (una zona del cervello), e il rinencefalo ad essi collegato.

Anche chi soffre di emicrania (ancora una volta soprattutto donne) si trova spesso a fare i conti, oltre con il forte dolore tipicamente a un lato del capo, con la nausea che, per altro, è in grado di interferire con l’assunzione dei farmaci necessari contro il mal di testa, rallentando il raggiungimento del sollievo dal dolore.

Molte donne accusano una spiacevole sensazione di malessere generalizzato che sovente si accompagna alla nausea anche durante la sindrome premestruale, sempre per effetto degli ormoni (estrogeni e progesterone) che regolano il ciclo.

Avverte spesso nausea anche chi soffre di disturbi alimentari, e di un rapporto alterato nei confronti del cibo, come chi è affetto da anoressia (che rifiuta sistematicamente di mangiare) o da bulimia (mangia in modo incontrollato e si abbuffa fino a che preso dal senso di colpa e dalla nausea può arrivare ad auto-indursi il vomito).

Può essere inoltre sintomo di un’intossicazione alimentare o di botulismo.

Andrea Galli, Ordinario di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva all’Università di Firenze ha spiegato che «La più frequente causa di nausea rimane la reazione vagale che consiste in un meccanismo riflesso conseguente frequentemente al dolore di qualsiasi origine, ma è una reazione che può conseguire anche a forti e improvvise emozioni. In questo caso si associa a sudorazione, brusco abbassamento della pressione sanguigna e conseguente possibile perdita di coscienza».

La nausea, purtroppo, è uno degli effetti collaterali più frequenti in caso di radio e chemioterapia e in questo caso il trattamento non si può interrompere, ma ci si può aiutare con numerosi accorgimenti alimentari al fine di renderla più sopportabile.

Vi sono cibi che possono aiutare ad alleviare la sensazione di nausea cibi come i formaggi freschi e lo yogurt, carne e pesce magri, cucinati senza l’aggiunta di grassi e spezie, verdura e frutta ben matura e cotta.

Per quanto riguarda eventuali complicanze, una delle più gravi è il vomito. Per quanto “liberatorio”, può lasciare una spiacevole sensazione di nausea residua e malessere. Se persistente, comporta notevoli perdite di acqua e sali minerali che, specie nei bambini, devono essere reintegrati con attenzione per evitare la disidratazione.

Poiché quindi le patologie che possono risultare associate alla nausea sono molto diverse tra loro, per mettere a punto un protocollo terapeutico atto a risolvere o lenire la condizione è fondamentale individuare la patologia che ne è alla base e agire su questa. Fondamentale è il parere del proprio medico di fiducia, che saprà consigliare sul da farsi.

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