Stare troppo seduti influenza il nostro cervello
Stare troppo seduti influenza il nostro cervello

Forse è il caso di abbandonare la sedia della nostra scrivania, forse un lavoro sedentario d’ufficio può nuocere non solo al nostro fisico ma anche al nostro cervello, in particolar modo alla nostra memoria: un nuovo studio rivela infatti che stare troppo tempo seduto ogni giorno, può creare problemi di memoria in adulti di mezza età e anziani.

Ricercatori dell’Università della California a Los Angeles (UCLA) hanno scoperto che lunghi tratti di comportamento sedentario, come ad esempio trascorrere tutto il giorno sulla sedia della nostra scrivania, in casa, in ufficio ecc. possono essere legati ai cambiamenti di una parte del cervello adulto che è fondamentale per la memoria.

Ricerche precedenti hanno collegato il comportamento sedentario ad un aumento del rischio di malattie cardiache, diabete e morte prematura negli adulti di mezza età e negli anziani. Il nuovo studio, pubblicato il 12 aprile sulla rivista PLOS One, basa tutto proprio su questo tema, concentrandosi sull’impatto dell’inattività fisica sul cervello, secondo le dichiarazioni dei ricercatori.

Nello specifico, il nuovo studio ha collegato il comportamento sedentario al “diradamento” del lobo temporale mediale, una regione del cervello coinvolta nella formazione dei nuovi ricordi, hanno confermato i ricercatori. L’assottigliamento del cervello può essere un precursore del declino cognitivo e della demenza negli adulti di mezza età e negli anziani, hanno aggiunto i ricercatori.

stare seduti influenza la memoria

Lo studio ha incluso 35 persone di età compresa tra 45 e 75 anni, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti i loro livelli di attività fisica e il numero medio di ore al giorno in cui avevano trascorso la settimana precedente.

Quindi, i ricercatori hanno analizzato il cervello dei partecipanti utilizzando una scansione MRI ad alta risoluzione, gli scienziati hanno ottenuto un esame dettagliato sul lobo temporale mediale di ciascun partecipante e hanno identificato le relazioni tra lo spessore di questa regione, i livelli di attività fisica dei partecipanti ed il loro comportamento legato a quante ore sono rimasti seduti, secondo lo studio.

I risultati hanno mostrato che sedersi per lunghi periodi di tempo era strettamente associato al diradamento nel lobo temporale mediale, indipendentemente dal livello di attività fisica. In altre parole, lo studio suggerisce che “il comportamento sedentario è un predittore significativo del diradamento del lobo temporale mediale e che l’attività fisica, anche a livelli elevati, è insufficiente a compensare gli effetti nocivi dello stare seduti per lunghi periodi“, confermando il tutto nella relazione finale dello studio.

I partecipanti hanno riferito di aver trascorso dalle 3 alle 7 ore, in media, seduti al giorno. Con ogni ora di seduta ogni giorno, si è osservata una diminuzione dello spessore del cervello, secondo lo studio.

Sebbene lo studio non abbia rilevato correlazioni significative tra i livelli di attività fisica e lo spessore del lobo temporale mediale, i ricercatori hanno affermato che “ridurre il comportamento sedentario può essere un possibile aiuto per interventi volti a migliorare la salute del cervello nelle persone a rischio di malattia di Alzheimer“.

Le conclusioni sono preliminari e, sebbene lo studio fosse incentrato sulle ore trascorse da seduti, non teneva conto del fatto che i partecipanti prendessero delle pause durante lunghi periodi di comportamento sedentario. Questo, hanno detto i ricercatori, potrebbe essere una limitazione dei loro risultati.

Andando avanti, i ricercatori hanno confermato l’intenzione di sondare le persone che siedono per periodi di tempo più lunghi ogni giorno, al fine di determinare se sedersi provoca il diradamento osservato.

I contenuti pubblicati dalla redazione di Italiaglobale.

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