Mindy Kaling ci riprova con Not Suitable For Work, la nuova comedy targata Hulu che punta a diventare il nuovo punto di riferimento generazionale dello streaming. Nonostante le premesse ambiziose, la prima stagione della serie sembra però faticare a trovare la sua vera identità.

Il “Mindyverse” si sposta a Manhattan
Conosciuta per successi come Never Have I Ever e The Sex Lives Of College Girls, Mindy Kaling ha strutturato la sua nuova creatura come l’ultimo capitolo di una ideale trilogia sulla crescita. Se i passati lavori esploravano il liceo e l’università, Not Suitable For Work si concentra sui vent’anni, la vita a New York e i primi passi nel mondo del lavoro.
L’obiettivo dichiarato è intercettare la Generazione Z, offrendo un moderno erede spirituale di cult assoluti come Friends o New Girl. Al centro della trama troviamo cinque ventenni coinquilini a Midtown, divisi tra ambizioni di carriera e relazioni complicate.
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Perché la formula di “Friends” stavolta fatica
Il problema principale riscontrato in questa prima stagione risiede proprio nella natura stessa della “hangout sitcom”. Per far funzionare questo genere, il pubblico deve credere nella chimica del gruppo, ma in questo caso i cinque protagonisti passano troppo tempo separati.
La trama si focalizza molto sulle dinamiche lavorative individuali, lasciando poco spazio alle interazioni di gruppo. Ecco i protagonisti principali:
- Abby (Avantika): Assistente di una esigente stilista di celebrità (Constance Wu).
- AJ (Ella Hunt): Coinquilina di Abby, all’inizio della sua carriera nel settore bancario.
- Davis, Kel e Josh: Il trio di ragazzi che vive sullo stesso pianerottolo, ognuno alle prese con i propri sogni professionali.
Mentre le performance dei singoli attori risultano convincenti, manca quel legame profondo e magnetico che teneva incollati gli spettatori nei classici del genere.
Cosa salvare e cosa aspettarsi dal futuro
Non mancano comunque i punti di forza. I momenti migliori arrivano quando Abby e AJ rivendicano i propri spazi sul posto di lavoro, mostrando un ritratto accurato di una generazione aperta e determinata. Anche l’evoluzione dei rapporti tra i ragazzi, in particolare la crescita lenta della complicità tra Abby e Kel, lascia ben sperare.
La serie si chiude con una forte incertezza sul tono da seguire, oscillando tra la commedia confortevole e il graffio satirico, senza scegliere davvero. Tuttavia, il pedigree di Mindy Kaling e il talento del cast suggeriscono che, con una scrittura più focalizzata sulle relazioni interpersonali, lo show ha tutto il potenziale per trasformarsi nella comfort comedy che desidera essere.

