Denji riesce a sconfiggere Makima non attraverso la forza bruta, ma ingannandola con l’ingegno e “accettandola” letteralmente dentro di sé per aggirare il suo contratto di immortalità. Il finale della prima parte del manga (l’arco della Pubblica Sicurezza) si chiude con la morte definitiva di Makima, la nascita della sua reincarnazione Nayuta e la decisione di Denji di continuare ad andare a scuola mentre combatte i diavoli nel tempo libero.
Se tantissimi lettori cercano chiarimenti su come si conclude questa saga, è perché Tatsuki Fujimoto ha firmato uno dei finali più spiazzanti, emotivi e complessi degli ultimi anni. Tra contratti con il Diavolo Controllo, poteri concettuali e la trasformazione emotiva del protagonista, la resa dei conti tra Denji e Makima lascia dietro di sé molti dubbi e una netta sensazione di smarrimento.

Come muore Makima e perché il piano di Denji funziona?
Per capire la fine della prima parte bisogna partire dall’ostacolo principale: Makima non poteva essere uccisa. Il suo contratto con il Primo Ministro giapponese trasferiva qualsiasi attacco fatale subito da lei sotto forma di malattia o incidente a un casuale cittadino del Giappone. Tagliarla a pezzi o spararle non serviva a nulla.
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Denji capisce che per batterla deve sfruttare un cavillo logico e sentimentale. Sfrutta il sangue del Diavolo Sangue (Power) per creare una motosega speciale che rallenta la rigenerazione di Makima. Dopodiché compie l’atto finale: la uccide e ne mangia il corpo.
Perché questo gesto supera il contratto? Perché nella mente di Denji questo non è un atto di odio o un attacco, ma un gesto d’amore e di unione. Non considerando la sua azione come un “danno inflitto”, la magia del contratto non si attiva e Makima non si rigenera.
Cosa succede a Denji, Power e Aki alla fine della Parte 1?
Il trio di protagonisti affronta un destino tragico ma profondamente umano, che segna la crescita definitiva di Denji:
- Aki Hayakawa: Viene ucciso da Makima e trasformato nel Diavolo Pistola (Gun Fiend). Denji è costretto a combatterlo e ucciderlo in una delle scene più drammatiche dell’opera, senza che Aki sia del tutto cosciente di ciò che sta facendo.
- Power: Si sacrifica heroicamente per salvare Denji quando lui è ormai del tutto spezzato psicologicamente. Prima di sparire, stringe un nuovo contratto con lui: Denji dovrà trovare il nuovo Diavolo Sangue all’Inferno e ripartire da zero per trasformarlo di nuovo in Power.
- Denji: Rimane solo, ma per la prima volta nella sua vita sviluppa una consapevolezza emotiva vera. Non combatte più solo per un pezzo di pane o per toccare un seno, ma per proteggere i ricordi di chi ha amato.
La nascita di Nayuta e il significato del finale
La sconfitta di Makima non elimina l’idea stessa del Diavolo Controllo dal mondo. Trattandosi di un Diavolo primordiale, la sua essenza si reincarna immediatamente all’Inferno e poi di nuovo sulla Terra sotto forma di una bambina cinesina di nome Nayuta.
Kishibe affida Nayuta a Denji con un compito preciso: darle tantissimo affetto. Makima ha commesso le atrocità che abbiamo visto perché il suo desiderio profondo — una relazione paritaria e affettuosa con gli altri — le era precluso dalla sua natura e dal modo in cui era stata cresciuta dal governo. Se Nayuta crescerà amata, non diventerà mai un mostro come chi l’ha preceduta.
| Personaggio | Stato a fine Parte 1 | Ruolo nella risoluzione finale |
| Denji | Vivo (studente) | Sconfigge Makima e adotta Nayuta |
| Makima | Deceduta | Si reincarna in Nayuta senza ricordi |
| Power | Deceduta (Patto attivo) | Salva Denji e chiede di essere cercata all’Inferno |
| Aki | Deceduto | La sua eredità economica permette a Denji di vivere |
| Kishibe | Vivo | Organizza la gestione di Nayuta e protegge Denji |
Cosa significa davvero la chiusura dell’Arco della Pubblica Sicurezza?
Il finale di questa prima macro-storia va letto su due livelli distinti. Da un lato c’è la trama d’azione pura, dall’altro c’è il percorso psicologico di Denji.
Makima rappresentava la figura materna, romantica e manipolatoria che offriva a Denji una vita comoda in cambio della sua totale sottomissione (diventare il suo “cane”). Accettare la realtà, affrontare il dolore della perdita di Aki e Power e fare una scelta autonoma rappresenta il momento in cui Denji smette di essere un animale guidato solo dall’istinto ed entra nell’età adulta.
Il fatto che il finale si chiuda con lui che va a scuola in divisa dimostra che il suo percorso verso una vita “normale” è appena iniziato, ma questa volta alle sue condizioni.
Gli errori da evitare nel capire il finale del manga
Ci sono alcuni fraintendimenti molto comuni tra chi ha letto di fretta gli ultimi capitoli o ha seguito solo le discussioni online:
- Pensare che il manga sia finito del tutto: La storia non si chiude con il capitolo 97. Quello è solo il finale della Parte 1 (Scuola Superiore/Pubblica Sicurezza). La Parte 2 prosegue regolarmente la storia con nuovi personaggi come Asa Mitaka.
- Credere che Nayuta sia Makima con un’amnesia: Nayuta possiede lo stesso Diavolo (Controllo), ma è una persona completamente diversa. Non ha i ricordi di Makima né la sua personalità strutturata.
- Scambiare l’atto di Denji per cannibalismo folle: Denji non mangia Makima per pazzia, ma per un’estrema e bizzarra forma di logica affettiva utile a spezzare la maledizione del contratto.
In breve
La prima parte di Chainsaw Man si chiude con la morte di Makima per mano di Denji, che riesce a superare la sua immortalità mangiandola con un atto d’amore non violento. Con Aki e Power deceduti, Denji si ritrova a dover crescere la reincarnazione di Makima, la piccola Nayuta, per offrirle l’amore che la precedente versione non ha mai avuto. L’opera si trasforma così da storia di sopravvivenza a un racconto di formazione verso la maturità.

