Polizze vita per cittadini italiani

Stipulare una polizza vita può non essere sempre così semplice come viene riportato dalle agenzie assicuratrici. E questo soprattutto quando si entri in un argomento oggi sempre più comune, ossia quello della residenza in paesi europei differenti da quelli della nazionalità. Si può ad esempio verificare che un cittadino italiano residente in altre nazioni europee, quali Francia, Spagna, Germania eccetera, decida di stipulare una polizza vita di puro rischio: come ci si deve comportare allora dal punto di vista fiscale nel paese di residenza? E in quello per il quale si ha la cittadinanza?

Spesso le agenzie di assicurazioni non sono ancora pronte a conoscere gli inquadramenti fiscali in queste situazioni, soprattutto quando si tratta di piccole agenzie o di brand assicurativi minori. Tuttavia la risposta al quesito viene direttamente dall’ANIA, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, che evidenzia che, trattandosi di un’assicurazione sulla vita, e quindi su eventuali possibilità di eredità e successioni (presumibilmente su eredi che possono essere cittadini italiani o di altre nazioni europee e residenti sia in Italia che in altre nazioni europee), la questione non può prescindere dal regolamento fiscale del paese di residenza. In che misura?

Ipotizziamo il caso di un cittadino italiano residente in Francia. L’entrata in gioco del fisco francese avviene solo nel momento in cui si dovesse verificare un decesso durante la copertura dell’assicurazione. In questo caso, infatti, se da un lato la legge fiscale italiana non prevede per il beneficiario dell’assicurazione una tassazione IRPEF, dall’altro lato la legge fiscale francese potrebbe vedere l’applicazione di determinate imposte. Com’è noto, le leggi in materia fiscale sono soggette a cambiamenti nel corso degli anni e, soprattutto, nonostante la tendenza all’unificazione verso una legislazione europea, molte questioni fiscali restano separate e differenti a seconda delle nazioni. Per questo motivo diventa fondamentale, per prima cosa, conoscere quali sia la legge in proposito nella nazione di residenza. Questo per non rischiare di trovarsi in situazioni complesse una volta che il premio debba essere riscosso.

Se si decide di stipulare una polizza con un’agenzia italiana, è bene, contemporaneamente, rivolgersi anche ad un commercialista locale per comprendere quali siano diritti e doveri, in materia fiscale, quando si stipula questo tipo di contratto. In particolare, eventuali differenze sono anche legate a possibili attività lavorative a cavallo dei due paesi, ossia quello di residenza e quello di provenienza, del quale si abbia ancora la nazionalità. In questo caso, infatti, la legge italiana (e presumibilmente anche quella delle altre nazioni europee), richiede che nella dichiarazione dei redditi vengano indicati eventuali proventi da attività lavorative estere. In questo senso, anche eventuali detrazioni fiscali relative ai premi (su vita o si infortuni) andranno a ricadere in un campo o in un altro a seconda di dove vengano pagate quelle determinate tasse (sicuramente non si potrà usufruire di detrazioni in entrambi i paesi per una stessa voce di spesa).  In ogni caso, dato il sempre crescente numero di italiani che risiedono in paesi europei diversi da quelli di origine, è sempre più facile trovare commercialisti esperti nel settore che sappiano indicare come regolarsi con il fisco delle due nazioni cui si fa riferimento.

 Altre polizze assicurative

Bisogna specificare che il caso della polizze assicurative sul rischio come descritte nel paragrafo precedente sono un caso poco discusso, visto che la tendenza che va per la maggiore è quella di stipulare polizze nel paese di residenza (e presumibilmente di lavoro), paese nel quale si è inquadrati fiscalmente. Diverso è il discorso per altri tipi di polizze, soprattutto quelle legate al mondo del lavoro (anche di stranieri che si assicurano in Italia), per il quale la legge è molto più definita. Per la legge italiana, ad esempio, vi è una determinata normativa inerente quanti siano residenti sul territorio italiano e si assicurano per sicurezza sul lavoro o altro con una polizza sulla vita. Nel caso italiano, i rendimenti che derivano da assicurazioni sulla vita non sono soggetti alle imposte sostitutive come da articolo 26-ter (DPR 600/73), indipendentemente se si tratti di soggetti di nazionalità italiana o esteri, purché risultino residenti sul territorio italiano. Confrontando le offerte che le varie compagnie assicurative propongono si riescirà ad avere un quadro decisamente più chiaro prima di prendere ogni decisione.