Cancro, in Italia circa 500mila persone predisposte ma il 60% non lo sa
Cancro in Italia circa 500mila persone predisposte

In Italia circa cinquecentomila persone sono predisposte al cancro ma il 60% di queste non lo sa

Quando si parla di tumori, troppo spesso si parla solo di cure e non si parla abbastanza di prevenzione. Il bello è che la prevenzione è quasi tutto nella lotta contro il cancro. Se esistesse un sistema di prevenzione oncologica estremamente efficiente, con tutta probabilità la grande maggioranza dei tumori non sarebbe più quell’enorme problema che è adesso.

In realtà moltissimo si gioca sul sistema prevenzione. Questo vuol dire l’approntamento da parte delle istituzioni, soprattutto Stato e Regioni, di un sistema efficace di screening, possibilmente a basso o bassissimo costo per tutti. Dall’altra parte c’è bisogno di maggiore informazione. E’ bene che ognuno sappia che i fondamentali della prevenzione devono vedere una presenza attiva delle persone, con la conoscenza delle loro condizioni di salute e delle relative probabilità di sviluppare i tumori.

Insomma, come recita il vecchio detto, “aiutati ché Dio ti aiuta”. Da una parte le istituzioni con i loro programmi e le loro informazioni; dall’altra un ruolo attivo della popolazione che si interessa agli studi, alle statistiche, alla salute generale delle persone e della propria in particolare. Ma prevenzione non vuol dire solo conoscenza o screening appropriati; vuol dire anche approntare un sistema di vita che, per quanto possibile, tenga i tumori alla larga dalla vita delle persone.

In questo senso ognuno capisce che lo stile di vita, il modo di comportarsi nel quotidiano, è importante, in alcuni casi fondamentale. È, ad esempio, acclarato che esiste una relazione diretta fra l’alimentazione e certi tipi di tumore; così come esiste una relazione diretta fra il tabagismo e altri tipi di tumore. E’ evidente che se adottiamo uno stile di vita alimentare corretto e se non fumiamo o fumiamo poco, il rischio di contrarre certi tumori diminuisce considerevolmente.

Così come è pure risaputo che l’attività fisica è altamente benefica per la salute. Il movimento, lo sport, sono importanti per il corpo e per la mente, tengono a distanza molte patologie, anche importanti, e contribuiscono in maniera altrettanto importante in fase di cura e verso l’eventuale guarigione anche in caso di tumore. Ma cosa succede in Italia in termini di informazioni circa la prevenzione tumorale? Succede che il 60% delle persone non sa di essere predisposta al cancro; la qual cosa, ovviamente, non va affatto bene.

Circa mezzo milione di persone nel nostro Paese non sa di avere una predisposizione genetica ad avere il cancro. Purtroppo ciò dipende in parte dall’insufficiente utilizzo dei nuovi test molecolari, i quali sono un ausilio estremamente importante in termini di prevenzione. E sono pure, in genere, a basso costo.

Ruggero De Maria, Presidente dell’Alleanza contro il Cancro, in un recente convegno sul tumore metastatico, organizzato al Senato, così si è espresso: Chi possiede una forte predisposizione genetica ad ammalarsi continua a non saperlo e non intraprende appropriati programmi di prevenzione che potrebbero salvargli la vita. Senza un identikit molecolare dei tumori è molto difficile progredire anche nelle terapie.

Negli Stati Uniti e in diversi Paesi europei, la decisione se procedere con la chemioterapia dopo la chirurgia è presa in base a test molecolari molto precisi e non con le metodiche convenzionali usate in Italia. Il risultato è che da noi le pazienti operate per tumore alla mammella rischiano di fare la chemioterapia senza trarne beneficio o, ancora peggio, possono non farla nonostante ne abbiano bisogno per evitare una recidiva.

Sebbene ACC abbia prodotto strumenti che potrebbero permettere una caratterizzazione molecolare a basso costo, la validazione clinica e la diffusione nel territorio richiedono un supporto istituzionale; appare quindi evidente la necessità di fornire adeguati strumenti al Ministero della Salute per attivare programmi di ricerca sanitaria che portino rapidamente alla messa a punto di test molecolari ad alta capacità analitica, a basso costo e diffusi nel territorio.

Giornalista e appassionata del web, condivide la passione della scrittura sia su cartaceo che online. Presidente presso Comunicazione e Territori scarl

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