Caterina Caselli, i settanta anni del casco d’oro

Caterina Caselli, i settanta anni del casco d'oro
La produttrice Caterina Caselli durante il photocall di presentazione del film “Un giorno questo dolore ti sara’ utile” all’auditorium Parco della Musica, oggi 2 novembre 2011.
ANSA/CLAUDIO PERI

I settanta anni di Caterina Caselli, il casco d’oro della musica italiana.

Illo tempore il famoso maestro Caligari definì la giovanissima Caterina “acerba ma con molta musicalità e timbro originale”.

Caterina, dopo essersi esibita per anni come cantante e bassista nelle balere, conosce un primo scampolo di notorietà partecipando al Festival di Castrocaro e poi esibendosi, sempre negli anni 60, al famoso e blasonatissimo Piper.

Ma il pezzo forte arriva nel 1966, quando il caschetto d’oro approda dalle parti di Sanremo, con Nessuno mi può giudicare, che inizialmente doveva cantare addirittura Adriano Celentano.

Super Caterina si presentò sul palco insieme al famoso Gene Pitney, piena di entusiasmo, brio, freschezza, voglia di fare.

Il successo fu praticamente immediato. Successivamente la Caselli si aggiudicò prima il Festivalbar, e poi il Cantagiro. Arrivando fino a Canzonissima.

Proponendo brani di grande successo, come Perdono, Cento giorni, Insieme a te non ci sto più, Sono bugiarda, Io Amo, Io non protesto.

Una grande della musica italiana che ha saputo imporsi con la propria personalità straripante in un periodo in cui non era per niente facile scalare le vette della notorietà. Caterina ci è riuscita alla grande: onore al merito.

Eleonora Gitto

Giornalista e appassionata del web, condivide la passione della scrittura sia su cartaceo che online.