Concordia, la Corte di Assise conferma i 16 anni per SchettinoSedici anni confermati per Schettino in appello per la tragedia della Costa Concordia.

E la giustizia italiana è gentile, clemente, tendente al perdonismo. Immaginiamo cosa sarebbe successo se la stessa cosa fosse accaduta negli Stati Uniti, col comandante che abbandona la nave, dopo aver provocato un incidente di tale portata. Anzi, meglio non immaginarlo.

Ma qui siamo in Italia e 32 morti e 100 feriti si tradurranno, fra possibili diminuzioni di pena in Cassazione, permessi per buona condotta e attenuanti varie, in qualche sparuto anno di carcere. Poi, chi s’è visto s’è visto.

La Corte di Assise di appello di Firenze, ci ha messo otto ore per confermare la sentenza di primo grado. E sono stati confermati pure tutti i risarcimenti.

Il 13 gennaio 2012 la Costa Concordia finì sugli scogli. La responsabilità è stata attribuita al comandante che poi, vigliaccamente, ha abbandonato la nave.

La nave è stata in buona parte smantellata proprio in questi giorni. Sedici anni per Schettino, che non saranno sedici, e l’interdizione dai titoli professionali marittimi per cinque anni.

Pochissimi. A monte di tutto la figura meschina di un comandante italiano che si è comportato come il peggiore degli uomini, che non solo ha la colpa della tragedia, ma che prima di tutto ha pensato a salvare se stesso.

Bella figura anche per il Paese che gli ha dato i natali. Bellissima figura.