In breve: Fare la spesa senza glutine al supermercato richiede la distinzione tra alimenti naturalmente privi di glutine (carne, pesce, frutta, verdura, uova, legumi e alcuni cereali come riso e mais) e prodotti processati. È fondamentale verificare la presenza del simbolo della spiga sbarrata o della dicitura “senza glutine” in etichetta per evitare contaminazioni crociate.
Cos’è la spesa senza glutine: Si tratta della selezione di prodotti alimentari che non contengono glutine, un complesso proteico presente in cereali come frumento, orzo e segale. È una pratica necessaria per persone affette da celiachia o sensibilità al glutine non celiaca per prevenire reazioni avverse.

Alimenti naturalmente privi di glutine
La maggior parte dei prodotti freschi non contiene glutine all’origine. Questi includono:
- Cibi che aumentano il colesterolo, l’allerta sui prodotti insospettabili del supermercato
- Celiachia: il Ministro Grillo taglia i rimborsi per i prodotti senza glutine
- Frutta e verdura: fresche, surgelate o essiccate (se non miscelate con altri ingredienti).
- Proteine animali: carne fresca, pesce, uova e latte vaccino non lavorato.
- Legumi: ceci, lenti, fagioli, piselli e soia (secchi o in scatola al naturale).
- Cereali e pseudocereali: riso, mais, grano saraceno, quinoa, amaranto e miglio.
Prodotti confezionati e sostitutivi
Nei reparti dedicati o lungo le corsie comuni si trovano versioni “gluten-free” di alimenti che normalmente conterrebbero glutine. Tra questi si annoverano:
- Pasta e prodotti da forno: realizzati con farine di riso, mais o legumi.
- Pane e sostituti: gallette di riso o mais, pane in cassetta e cracker specifici.
- Farine e mix: preparati universali per dolci, pizza o pane certificati.
- Cibi pronti: piatti surgelati o prodotti gastronomici che riportano esplicitamente l’assenza di glutine.
Come leggere le etichette
La normativa vigente (Regolamento UE 828/2014) impone regole precise per la dicitura “senza glutine”, ammessa solo se il contenuto di glutine è inferiore a 20 mg/kg.
- Simbolo della spiga sbarrata: indica una certificazione aggiuntiva rilasciata dalle associazioni celiachia.
- Dicitura “senza glutine”: garanzia legale del produttore sulla sicurezza del prodotto.
- Lista ingredienti: prestare attenzione a addensanti, aromi o amidi che potrebbero derivare dal frumento se non specificato diversamente.
Rischi di contaminazione e prodotti “a rischio”
Alcuni alimenti, pur non contenendo glutine negli ingredienti, potrebbero essere contaminati durante la lavorazione industriale.
- Salumi e insaccati: possono contenere glutine come additivo o per contaminazione.
- Salse e condimenti: preparati come besciamella, salse pronte o dadi da brodo.
- Mix di cereali: cereali per la colazione che potrebbero essere lavorati in stabilimenti che trattano orzo o frumento.
- Cibi sfusi: evitare l’acquisto di farine o cereali da distributori aperti per l’alto rischio di contatto volatile.
Errori comuni durante la spesa
Il principale errore è dare per scontato che prodotti “bio” o “vegani” siano automaticamente senza glutine; queste etichette non garantiscono l’assenza della proteina. Un altro errore frequente è non distinguere tra avena comune e avena certificata, poiché solo quest’ultima è garantita come non contaminata. Infine, è bene evitare prodotti che riportano la dicitura “può contenere tracce di cereali contenenti glutine”.
