Tetano, anziana muore dopo una ferita apparentemente banale
Tetano anziana muore dopo una ferita apparentemente banale

Chi di noi non si è mai ferito toccando un pezzo di legno, di metallo, un spigolo particolarmente appuntito?

Sono ferite banali, che nella stragrande maggioranza dei casi non prendiamo neppure in considerazione, perché la piccola ferita si rimarginerà da sola nel giro di qualche ora, dopo una passata di disinfettante che tanti non considerano neppure essenziale.

Eppure alcune di queste ferite possono rivelarsi molto più insidiose di quel che sembrano, e purtroppo è quello che è accaduto a un’anziana di Eboli, un paese nella provincia di Salerno.

La 80enne purtroppo si è spenta dopo 45 giorni di agonia.

La donna si sarebbe ferita con una cassetta della frutta. Dopo il taglio era stata la stessa donna a disinfettare la ferita ma dopo quindici giorni sono insorti i primi problemi di salute.

L’anziana deglutiva male e accusava contrazioni al viso. E’ stata così portata all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” dove è stato chiarito si trattasse di tetano e i sanitari hanno iniziato la cura. Purtroppo però per la donna non c’è stato nulla da fare.

La cura è andata avanti ma, dopo un mese di ricovero in rianimazione, la paziente è deceduta.

Ricordiamo che quella del tetano in Italia resta un’emergenza se si pensa che un terzo dei casi fatti registrare in Europa avvengono proprio in Italia. Una situazione che affonda le radici sulle mancate vaccinazioni, con le persone anziane che spesso a causa di ferite e di mancate cure tempestive, sono i soggetti più a rischio.

Il tetano è una malattia infettiva acuta non contagiosa causata dal batterio Clostridium tetani. Si tratta di un bacillo Gram-positivo che cresce solo in assenza di ossigeno (cioè è anaerobio), ed è presente in natura sia in forma vegetativa, sia sotto forma di spore.

Il germe in forma vegetativa produce una tossina, detta tetanospasmina, che è neurotossica e causa i sintomi clinici della malattia. Si tratta di una di una tossina estremamente potente, tanto che la quantità letale per un uomo è di circa 7 milionesimi di milligrammo.

Le contrazioni muscolari involontarie sono il sintomo tipico. Se la ferita è vicina alla testa si possono avere spasmi dei muscoli del capo: la bocca si contrae in una smorfia involontaria e dolorosa (il cosiddetto riso a iena).

Se non si interviene si contraggono, in successione, i muscoli della nuca, del collo, del tronco e degli arti, fino al possibile blocco dei muscoli della respirazione, il che può provocare il decesso.

La prevenzione della malattia si basa sulla vaccinazione, prevista in Italia per tutti i nuovi nati.

In Italia, infatti, la vaccinazione antitetanica è stata resa obbligatoria dal 1938 per i militari, dal 1963 (Legge del 5 marzo 1963, n. 292) per i bambini nel secondo anno di vita e per alcune categorie professionali considerate più esposte a rischio di infezione (lavoratori agricoli, allevatori di bestiame, ecc).

Dal 1968 la somministrazione è stata anticipata al primo anno di vita e il calendario vaccinale vigente prevede la somministrazione di tre dosi al terzo, quinto e dodicesimo mese di età.

Una dose di richiamo (associata con le componenti contro la difterite e la pertosse – Dtap) viene eseguita nel sesto anno e un’altra a 14 anni (tetano, difterite a ridotto contenuto di anatossina e pertosse – Tdap).

La somministrazione di tre dosi di vaccinazione antitetanica conferisce una protezione molto elevata, con un’efficacia superiore al 95%.

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