Chi si aspettava che Welcome to Derry chiudesse la prima stagione con Pennywise morto una volta per tutte ha sbagliato serie, non aspettative sbagliate in sé: chi conosce il romanzo di King sa benissimo che non funziona così, e l’epilogo lo conferma con un cameo che ha lasciato la fanbase a bocca aperta.

Nel finale, intitolato Winter Fire e andato in onda il 14 dicembre 2025, i giovani sopravvissuti — Will Hanlon, Ronnie, Lilly Bainbridge e Marge Truman — con l’aiuto dello spirito di Rich Santos, richiudono Pennywise sotto Derry usando un pugnale forgiato da un meteorite, dopo che il Generale Shaw viene ucciso dall’entità durante lo scontro finale. L’epilogo, ambientato nel 1988, mostra la piccola Beverly Marsh incontrare un’anziana Ingrid Kersh: la stessa donna che ritroveremo, posseduta da Pennywise, in IT Capitolo Two.
Come viene sconfitto (per modo di dire) Pennywise
Il punto da cui partire, per chi ha letto il romanzo, è semplice: Pennywise non muore mai davvero, entra in letargo. Nella serie l’entità prova a scappare da Derry attirando un gruppo di studenti in un auditorium avvolto dalla nebbia, un po’ come il pifferaio magico delle fiabe — un’immagine che i Muschietti avevano già seminato nei trailer e che qui trova il suo senso narrativo pieno.
I ragazzi rimasti — Will, Ronnie, Lilly e Marge — raggiungono un fiume ghiacciato dove si consuma lo scontro decisivo. È qui che entra in gioco un dettaglio che nella promozione della serie era rimasto piuttosto in ombra: Rich Santos, morto in un incendio poche puntate prima, torna sotto forma di spirito e usa i suoi poteri psichici per rallentare la fuga della creatura, dando ai suoi amici il tempo di sostituire un pilastro distrutto con il pugnale di meteorite necessario a ricreare la “gabbia” che imprigiona Pennywise per un nuovo ciclo di 27 anni. Il Generale Shaw, personaggio militare arrivato in città con la sua agenda tutta sua, non sopravvive allo scontro.
Un dettaglio che in molti sottovalutano guardando il finale di corsa: Pennywise, prima di tornare dormiente, rivela di percepire il tempo in modo non lineare e di conoscere già il momento della propria fine — la battuta rivolta a Marge, in cui dice che lei e i suoi amici gli “porteranno la morte”, non è un vezzo di sceneggiatura: è quasi uno spoiler di quello che sappiamo già accadrà nei film con il Club dei Perdenti adulto.
Chi sopravvive, chi resta a Derry
La famiglia Hanlon, dopo aver valutato di lasciare la città, decide di restare: è Charlotte Hanlon a convincere il marito Leroy, e la scelta non è solo sentimentale. I due si legano alla tribù Shokopiwah nel compito di mantenere la barriera che tiene a bada l’entità — un filo narrativo che spiega perché, decenni dopo, sarà proprio un discendente Hanlon (Mike, nei film) a conoscere la storia di Derry meglio di chiunque altro.
Sul fronte dei protagonisti più giovani, la rivelazione che ha fatto più rumore online riguarda Marge Truman: viene confermata come la futura madre di Richie Tozier, uno dei membri adulti del Club dei Perdenti nei film del 2017 e del 2019. È il tipo di collegamento che i fan di King amano decifrare, e che la produzione ha costruito con pazienza lungo tutta la stagione senza mai nominarlo esplicitamente fino al finale.
C’è poi una chicca per chi mastica l’universo di Stephen King più a fondo: Rich, prima di morire, aveva in programma di trasferirsi a Londra per fare il cuoco — un riferimento neanche troppo velato a Dick Hallorann di Shining, personaggio che lavora proprio come cuoco all’Overlook Hotel. Non è confermato con certezza se si tratti dello stesso personaggio o solo di un omaggio, e qui le fonti restano piuttosto caute: è il genere di easter egg che i Muschietti seminano apposta per far discutere i fan, non per dare una risposta definitiva.
L’epilogo del 1988: chi è la donna anziana
La scena più discussa del finale arriva dopo lo scontro sul fiume. Il salto temporale porta lo spettatore al 1988, dentro il manicomio di Juniper Hill, dove un’anziana Ingrid Kersh assiste al suicidio della madre della giovane Beverly Marsh. Kersh si avvicina alla bambina e le dice: “Non essere triste. Sai cosa si dice di Derry: chi muore qui non muore mai veramente.”
Chi ha visto IT Capitolo Two riconoscerà immediatamente la scena speculare: è la stessa location, lo stesso nome, e — soprattutto — la stessa battuta che Pennywise, assunte le sembianze di Kersh, userà anni dopo per terrorizzare Beverly adulta nel suo appartamento. Nella pratica, è un cameo che funziona proprio perché non spiega tutto: lascia intendere che l’entità avesse già messo gli occhi su Beverly da bambina, molto prima degli eventi del 1989 raccontati nel primo film. Un dettaglio che la produzione ha definito, in alcune interviste post-finale, “un’idea arrivata all’ultimo momento” in fase di scrittura — non era previsto fin dall’inizio della stagione, il che spiega perché per otto episodi non se ne era vista traccia.
Cosa aspettarsi dalla stagione 2
Il rinnovo è arrivato ufficialmente il 17 agosto 2026, dopo mesi in cui HBO ha lasciato la questione in sospeso nonostante i buoni ascolti della prima stagione. La novità più rilevante riguarda la produzione: Brad Caleb Kane, co-showrunner insieme a Jason Fuchs nella stagione 1, diventa showrunner unico. Andy e Barbara Muschietti restano come produttori esecutivi, e Bill Skarsgård torna nei panni di Pennywise — l’unico elemento che, per esplicita ammissione della produzione, resterà fisso stagione dopo stagione, mentre il resto del cast cambierà quasi del tutto.
La stagione 2 si sposta di ventisette anni nel passato rispetto alla prima, cioè al 1935, in piena Grande Depressione, e ruoterà attorno al massacro della Bradley Gang, una banda di rapinatori che a Derry farà i conti con qualcosa di molto peggio della polizia. Il piano complessivo dei creatori prevede tre stagioni legate ai grandi eventi catastrofici citati nel romanzo di King: l’incendio del Black Spot nel 1962 (stagione 1), appunto il massacro della Bradley Gang nel 1935 (stagione 2) e l’esplosione della fonderia Kitchener nel 1908, prevista come materiale per una terza stagione — anche se su quest’ultimo punto, va detto, le fonti restano ancora piuttosto generiche, trattandosi di programmazione futura non confermata nei dettagli.
Domande frequenti
Pennywise muore nel finale di Welcome to Derry? No. Viene richiuso nella sua prigione sotto Derry grazie a un pugnale forgiato da un meteorite, e torna in letargo per un nuovo ciclo di 27 anni. È lo stesso meccanismo che regge tutta la mitologia di IT: l’entità si sveglia, si nutre, viene respinta, non sconfitta.
Chi è la donna anziana nella scena finale? È Ingrid Kersh, la stessa figura che compare in IT Capitolo Two nell’appartamento di Beverly Marsh adulta, dove Pennywise ne assume le sembianze. Nel 1988 la incontriamo da anziana al manicomio di Juniper Hill, mentre consola una giovanissima Beverly dopo il suicidio della madre.
Marge è davvero la madre di Richie Tozier? Sì, il finale lo conferma esplicitamente: Marge Truman, uno dei protagonisti del 1962, viene identificata come la futura madre di Richie, uno dei membri adulti del Club dei Perdenti nei film diretti da Andy Muschietti.
Quando esce la stagione 2 di Welcome to Derry? Non c’è ancora una data. Il rinnovo è stato annunciato il 17 agosto 2026 e la produzione sposterà la storia al 1935, ma tra annuncio e messa in onda per una serie di questo budget passano di solito diversi mesi, se non oltre un anno.
Dove si può vedere Welcome to Derry in Italia? La serie è disponibile su Sky e NOW. Per la disponibilità aggiornata di episodi e stagioni successive conviene comunque controllare il catalogo ufficiale [FONTE: Sky/NOW, pagina ufficiale della serie], che può variare nel tempo.
Un’ultima cosa
Quello che rende questo finale diverso da tanti finali horror seriali è che non prova a chiudere il cerchio: lo allarga. Il cameo di Kersh non serve a stupire e basta, serve a ricordare che la storia di Derry che conoscevamo dai film era solo l’ultimo capitolo di un libro molto più lungo — ed è proprio questo il motivo per cui vale la pena aspettare la stagione 2, più che per la curiosità di vedere Pennywise sotto un’altra forma.
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