Come finisce Brandon Walsh in Beverly Hills 90210

Se hai fatto un rewatch di Beverly Hills 90210 e a un certo punto ti sei accorto che Brandon Walsh spariva senza troppe spiegazioni, non è un’impressione sbagliata. È una delle uscite di scena più brusche — e più discusse tra i fan storici — di tutto il teen drama americano anni ’90.

Risposta diretta: Brandon Walsh lascia Beverly Hills nella nona stagione, nell’episodio “Brandon Leaves” (1998), per un lavoro da giornalista al bureau di Washington del New York Chronicle. Da quel momento non torna mai più fisicamente in scena: nel finale di serie “Ode to Joy” (17 maggio 2000) compare solo tramite un videomessaggio inviato agli amici per il matrimonio di Donna e David.

L’addio nella nona stagione: cosa succede in “Brandon Leaves”

L’episodio non è un colpo di scena improvviso, ma non è nemmeno un arco narrativo costruito con cura. Brandon riceve l’offerta per il posto a Washington, tentenna — la sceneggiatura gli concede un paio di scene di dubbio, Kelly che lo spinge ad accettare, gli amici che provano a fargli cambiare idea — e poi parte. Prima di andarsene sistema una questione pratica che ai fan è rimasta impressa più della sua stessa partenza: convince i genitori a lasciare la casa di famiglia a Steve, Val e Noah, di fatto passando il testimone del gruppo che aveva tenuto insieme per otto stagioni.

Con Kelly, invece, non si arriva a nulla. Il loro rapporto, altalenante fin dalla prima stagione, resta sospeso: lui parte, lei resta, e la sceneggiatura non prova nemmeno a fingere una chiusura. Chi seguiva la coppia da anni si è ritrovato con un “e poi?” che la serie non ha mai davvero sciolto.

Perché Jason Priestley ha lasciato davvero la serie

Qui la risposta ufficiale e quella umana raccontata dall’attore negli anni non coincidono del tutto, ed è giusto dirlo invece di appiattire tutto su una versione sola. In un’intervista del 2014 Priestley ha spiegato di sentire che il personaggio “aveva esaurito le sue possibilità”: lo aveva interpretato dal pilot, aveva ormai superato i trent’anni mentre recitava un liceale-poi-laureando, e la sensazione era quella di girare in tondo su una scrittura che non gli offriva più niente di nuovo.

Quello che colpisce, sentendo il suo racconto, è quanto sia stata anticlimatica la giornata vera e propria: ha girato l’ultima scena la mattina, ha salutato la troupe, ha preso lo scatolone con le sue cose e se n’è andato. Nessuna festa, nessun episodio-evento costruito attorno al suo addio come si farebbe oggi con un personaggio di quel peso. Negli anni successivi Priestley ha ammesso più volte di essersene pentito: avrebbe voluto restare abbastanza a lungo da vedere risolta la storia con Kelly, e ha riconosciuto che la sua uscita ha ferito Aaron Spelling, oltre a togliere alla serie quello che lui stesso ha definito il suo “centro morale” — Brandon era, nel bene e nel male, la coscienza del gruppo.

Nella pratica capita spesso, con le serie che durano otto o nove anni, che l’addio di un protagonista storico sia molto meno cinematografico di quanto i fan immaginino: non è un negoziato drammatico con la produzione raccontato in tv, è una persona stanca di un ruolo che firma i documenti e se ne va in silenzio.

Cosa succede (nella finzione) a Brandon dopo l’addio

Dopo “Brandon Leaves” il personaggio prosegue la sua carriera nel giornalismo, con incarichi che lo portano lontano da Beverly Hills; la serie lo cita di sfuggita nei dialoghi degli altri personaggi, più come promemoria che come vera trama attiva. Non c’è un episodio dedicato al suo ritorno per gli amici, non c’è una relazione nuova sviluppata sullo schermo: Brandon esiste, nel resto della stagione 9 e nella 10, solo come nome che gli altri pronunciano quando serve spiegare perché la casa dei Walsh è ancora abitata da qualcuno.

Un dettaglio che molti spettatori sottovalutano è che questo è un modello ricorrente nelle serie corali di lunga durata: quando un attore lascia, gli sceneggiatori raramente investono altre puntate per “chiudere” quel personaggio con un vero epilogo. Costa tempo di scrittura su una storyline che non porterà più ascolti, e il pubblico tende comunque a restare più concentrato su chi è rimasto sul set.

Kelly e Brandon: una storia lasciata a metà

Vale la pena essere chiari su questo punto perché è la domanda che torna più spesso nei forum di fan: no, Brandon e Kelly non si sposano e non hanno una vera scena di chiusura sentimentale. La loro relazione, che aveva attraversato quasi tutte le stagioni con alti e bassi, si interrompe semplicemente con la sua partenza. Nell’ultimo anno di messa in onda Brandon viene anche associato sentimentalmente ad altri personaggi minori, ma sono parentesi di scrittura, non un vero sviluppo che il pubblico ha potuto seguire in diretta.

“Ode to Joy”: l’ultima apparizione (a distanza) di Brandon

Il finale di serie, andato in onda il 17 maggio 2000, è costruito quasi interamente attorno al matrimonio tra Donna Martin e David Silver — la coppia “storica” della seconda metà della serie. Jason Priestley, a quel punto, era fuori dal set ormai da una stagione e mezza abbondante, e la produzione ha risolto la sua assenza nel modo più semplice ed economico possibile: durante l’addio al celibato di David, Brandon manda un videomessaggio con i suoi auguri a tutto il gruppo. È l’unica cosa che vediamo di lui in tutto l’episodio conclusivo.

Non è nemmeno l’unica assenza pesante di quella puntata — anche Brenda Walsh (Shannen Doherty, uscita di scena anni prima), Jim e Cindy Walsh non compaiono — ma è quella di Brandon a colpire di più, perché per le prime otto stagioni era stato il personaggio attraverso cui lo spettatore guardava tutti gli altri.

Il videomessaggio come soluzione di sceneggiatura, in casi come questo, non è un vezzo creativo: è quasi sempre la scelta più pratica quando un attore non è disponibile ma la produzione vuole comunque ricordare al pubblico che quel personaggio “esiste ancora” da qualche parte. Costa una giornata di riprese separate, non richiede coordinamento con il resto del cast sul set, e chiude — almeno formalmente — il cerchio.

Su quello che è successo a Brandon dopo il 2000 le fonti non sono unanimi e, onestamente, la serie stessa non lo dice: non risulta un vero ritorno del personaggio negli spin-off successivi. Priestley è comparso nel 2019 in “BH90210”, ma lì interpretava una versione fittizia di se stesso, non Brandon Walsh — un progetto diverso, pensato più come meta-commedia sul cast originale che come continuazione della trama.

Domande frequenti

Brandon Walsh muore in Beverly Hills 90210? No. Brandon non muore: semplicemente lascia Beverly Hills per un lavoro a Washington nell’episodio “Brandon Leaves” (stagione 9) e la serie smette di seguirlo, senza che questo significhi una sua morte narrativa.

Brandon e Kelly finiscono insieme? No, non nella serie originale. La loro relazione resta irrisolta dal momento della partenza di Brandon in poi: non c’è un episodio che li rimette insieme o che chiude ufficialmente la storia tra loro.

Perché Jason Priestley non è tornato per girare il finale? Per sua stessa ammissione sentiva di aver esaurito il personaggio ed era ormai fuori dal progetto da tempo. È tornato solo per registrare il breve videomessaggio di Brandon, non per una vera scena sul set con gli altri attori.

Brandon appare in qualche episodio dopo “Brandon Leaves”? La sua unica altra apparizione è, appunto, il videomessaggio nel finale di serie “Ode to Joy”. Tra questi due episodi il personaggio non ricompare fisicamente.

Perché l’addio di Brandon sembra così frettoloso rispetto ad altri personaggi? Perché lo è stato anche nella realtà: l’uscita di scena di Priestley è stata gestita rapidamente, senza un arco narrativo dedicato, e questo si riflette nella scrittura del suo addio in tv.

Un’ultima considerazione

Quello che resta, rivedendo oggi “Brandon Leaves” e poi il finale, è quanto le serie corali trattino gli addii come pratiche amministrative più che come eventi: si chiude una porta, si passa la casa agli amici rimasti, e la trama va avanti. Per chi ha seguito Brandon per nove anni, quel breve videomessaggio resta comunque un congedo più magro di quanto il personaggio avrebbe meritato.

Sources:

By Gino Santonastaso

Segue cinema, serie TV, streaming e cultura pop. Su ItaliaGlobale cura contenuti su piattaforme come Netflix, Prime Video e Disney+, saghe cinematografiche, finali spiegati, personaggi e tendenze dell’intrattenimento digitale.

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