Perché la Gen Z ama la tecnologia retrò

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Negli ultimi anni, la Generazione Z ha riscoperto il fascino della tecnologia retrò, preferendola, in molti casi, alle moderne soluzioni digitali. Dalle fotocamere a pellicola ai giradischi, passando per console portatili e DVD, i giovani cercano un ritorno alla fisicità e alla semplicità del passato.

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Il ritorno della tecnologia analogica tra i giovani

L’interesse della Generazione Z per dispositivi “vecchi” non è più un fenomeno isolato. Durante il Black Friday, Amazon UK ha registrato un aumento di vendite di prodotti retrò, tra cui giradischi portatili, Tamagotchi e fotocamere usa e getta. Anche i grandi rivenditori come Currys e John Lewis confermano il trend, riportando un forte aumento nella domanda di radio tradizionali, macchine fotografiche istantanee e sveglie analogiche.

Dietro questa scelta c’è il desiderio di possedere qualcosa di tangibile. Declan, 17 anni, ha iniziato a collezionare DVD, affascinato dalle custodie e dalla possibilità di avere una propria collezione. “È bello avere qualcosa di proprio invece di dover pagare continuamente abbonamenti”, afferma.

Anche se lo streaming domina il mercato, molti giovani vedono nel possesso fisico di film o musica una forma di indipendenza digitale. Saul, 20 anni, colleziona vinili dal 2016. Nonostante il costo più elevato, apprezza l’autenticità dell’audio e l’esperienza tattile: “Hai la copertina vera e propria e puoi mettere giù il disco da solo”.


Nostalgia e autenticità: i veri motivi del boom retrò

L’interesse della Gen Z per la tecnologia vintage è anche un fenomeno culturale. I giovani sono cresciuti circondati da dispositivi digitali e notifiche continue. In un mondo iperconnesso, la lentezza e l’attesa diventano un lusso.

Aoibheann, 21 anni, preferisce le fotocamere a pellicola. Scatta rullini per compleanni, viaggi e passeggiate. “Con la pellicola c’è più pressione perché non vedi subito la foto, devi aspettare. Ma questa è la novità”, spiega. Per lei, usare una macchina fotografica analogica significa vivere il momento, piuttosto che documentarlo compulsivamente.

Il fascino va oltre l’estetica: è radicato nella memoria collettiva. “Molti di noi sono cresciuti vedendo i nostri genitori usare questi oggetti. Oggi li riscopriamo come un modo per disconnettersi dalla gratificazione immediata”, aggiunge.

Anche il gaming segue questo trend. Kyle, 21 anni, ha comprato una PSP del 2005 per rivivere i giochi della sua infanzia. Nonostante i limiti tecnici, la preferisce alle console moderne: “Con una PSP, inserisci un gioco e giochi. Niente aggiornamenti, niente download”.


Conclusione: un fenomeno generazionale o una moda passeggera?

La passione della Generazione Z per la tecnologia retrò è molto più di una semplice tendenza estetica. È un bisogno di autenticità, di connessione emotiva con il passato e di resistenza al digitale invadente.

Molti giovani non cercano solo oggetti vintage, ma esperienze analogiche che restituiscano valore al tempo e all’attenzione. Resta da vedere se questo movimento resisterà nel tempo o verrà sostituito da nuove nostalgie digitali.

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By Antonio Capobianco

Autore e articolista con una passione per l’informazione chiara, verificata e accessibile. Scrivo per aiutare i lettori a orientarsi tra notizie, approfondimenti e curiosità che contano davvero. Mi occupo di attualità, tecnologia, cultura digitale e tutto ciò che ha un impatto reale sul nostro quotidiano. Il mio obiettivo? Offrire contenuti utili, ben documentati e scritti con un linguaggio semplice ma autorevole.

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