Madia, il pugno duro del ministro sulle false timbrature
Madia, il pugno duro del ministro sulle false timbrature

Madia, il pugno duro del ministro sulle false timbraturePugno duro del Ministro Marianna Madia sulle false timbrature negli uffici pubblici.

Su imbeccata del premier Renzi, naturalmente, il quale aveva proprio ieri sostenuto in un’intervista che chi viene colto nella flagranza della falsa timbratura, cioè chi timbra, o si fa timbrare, e invece va o sta altrove, va licenziato in 48 ore.

Brutta cosa, certo, bruttissima, e anche pessima immagine per la Pubblica Amministrazione, tuttavia le scorciatoie eccessive spesso portano verso le aberrazioni giuridiche.

E pure queste sono una brutta cosa, perché bisogna sempre avere il tempo e la possibilità di difendersi secondo i parametri di giustezza che la Costituzione ha delineato.

E infatti, dopo le dichiarazioni senza se e senza ma del premier, arrivano le prime correzioni di tiro. Sul tavolo dei Consiglio dei Ministri, il Ministro Marianna Madia ha portato un provvedimento che riguarda la falsa attestazione di presenza in servizio.

Nella flagranza dell’illecito, magari registrati da apposita telecamera, i rei vanno sospesi, e non licenziati, entro le 48 ore. Entro i 30 giorni, invece, il truffatore, o presunto tale, avrà la possibilità di difendersi davanti al giudice.

E non è detto che venga licenziato. Diciamo che più che un pugno duro, è uno schiaffone, questo sì.

Giornalista e appassionata del web, condivide la passione della scrittura sia su cartaceo che online. Presidente presso Comunicazione e Territori scarl

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