L’8 gennaio Netflix rimuoverà dal proprio catalogo “Mean Girls”, la teen comedy del 2004 considerata uno dei titoli più influenti della sua generazione. Il film, diretto da Mark Waters e scritto da Tina Fey, ha segnato il linguaggio e l’immaginario pop degli anni Duemila. La sua uscita dalla piattaforma riaccende l’attenzione su un’opera che ha avuto un impatto duraturo sul cinema adolescenziale.

Un titolo che ha definito un’epoca
Uscito nel 2004, “Mean Girls” racconta l’ingresso di una nuova studentessa nel complesso ecosistema sociale di una high school americana. Con un tono ironico e una scrittura incisiva, il film ha portato sullo schermo dinamiche di gruppo, rivalità e gerarchie giovanili, diventando rapidamente un riferimento per il genere teen.
Dalla saggistica al grande schermo
La sceneggiatura di Tina Fey è ispirata al saggio “Queen Bees & Wannabes” di Rosalind Wiseman, dedicato alle relazioni tra adolescenti e ai meccanismi di potere nei contesti scolastici. L’adattamento cinematografico ha trasformato quei contenuti in una narrazione accessibile al grande pubblico, contribuendo a diffondere temi legati a bullismo, inclusione e identità.
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Impatto culturale e successo commerciale
Oltre ai risultati al botteghino, “Mean Girls” ha lasciato un’impronta profonda nella cultura popolare. Frasi e scene del film sono entrate nel linguaggio comune, mentre personaggi e situazioni sono stati ripresi e citati in numerose produzioni successive, tra cinema, televisione e social media.
L’uscita dal catalogo Netflix
Secondo quanto riportato da larchitetto.it, la rimozione del film è prevista per l’8 gennaio. La decisione rientra nella normale rotazione dei contenuti sulle piattaforme di streaming, legata a scadenze contrattuali sui diritti di distribuzione. Con l’addio a Netflix, “Mean Girls” resta comunque un punto fermo nella storia delle commedie adolescenziali dei primi anni Duemila.
