Non aprite quella porta: la storia vera dietro il mito di Leatherface

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La vera storia dietro “Non aprite quella porta” è ispirata agli orribili crimini del killer Ed Gein, ma il film è un’opera di finzione. Nessuno degli eventi narrati accadde davvero in Texas.

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Origini di “Non aprite quella porta”

Il film horror Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre, 1974), diretto da Tobe Hooper, è uno dei più iconici del genere. Sin dalla sua uscita, è stato pubblicizzato come basato su una storia vera. Tuttavia, la verità è più complessa.

L’ispirazione: Ed Gein, il macellaio del Wisconsin

Il personaggio di Leatherface prende spunto dal vero serial killer Ed Gein, arrestato nel 1957 a Plainfield, Wisconsin. Gein non usava una motosega né viveva in Texas, ma:

  • Trafugava cadaveri dai cimiteri locali.
  • Collezionava resti umani per creare oggetti e indumenti.
  • Uccise due donne, secondo quanto provato.

Questi dettagli influenzarono non solo Non aprite quella porta, ma anche altri film come Psycho e Il silenzio degli innocenti.


Differenze tra realtà e finzione

Sebbene ispirato a elementi reali, il film è una drammatizzazione:

  • Leatherface è un personaggio inventato.
  • La famiglia cannibale non ha corrispettivi reali.
  • La motosega come arma è frutto della sceneggiatura.

Tobe Hooper ha dichiarato di aver usato il “basato su una storia vera” per criticare la disinformazione nei media e aumentare l’impatto emotivo del film.


L’impatto culturale del film

Non aprite quella porta ha avuto un’enorme influenza sul cinema horror:

  • Ha dato vita a un’intera saga con sequel, reboot e remake.
  • Ha fissato lo standard per il sottogenere “slasher”.
  • Leatherface è diventato una figura simbolo dell’horror.

Il film è spesso analizzato per i suoi temi sociali e psicologici: isolamento, follia e decadenza rurale americana.


Il mito della “storia vera”

L’idea che il film sia basato su eventi reali è diventata parte del marketing:

  • Ha alimentato leggende urbane.
  • Molti spettatori credono ancora che la storia sia accaduta davvero.
  • Nessun evento simile è documentato in Texas.

Questa strategia ha reso il film ancora più inquietante, pur essendo una narrazione immaginaria.


Influenza di Ed Gein su altri film

Il profilo di Ed Gein ha lasciato il segno su diversi personaggi del cinema horror:

  1. Norman Bates in Psycho (1960).
  2. Buffalo Bill in Il silenzio degli innocenti (1991).
  3. Leatherface in Non aprite quella porta (1974).

Questi personaggi condividono tratti disturbanti: necrofilia, disturbi psicologici e comportamenti devianti legati alla figura materna.


FAQ – Domande frequenti

“Non aprite quella porta” è basato su fatti reali?
No, è solo ispirato liberamente alla figura del killer Ed Gein. La trama è completamente inventata.

Chi era Ed Gein?
Un assassino americano attivo negli anni ’50. Era ossessionato dalla morte e creava oggetti con resti umani.

Leatherface è esistito davvero?
No, Leatherface è un personaggio fittizio. Non esiste nessun caso reale documentato con caratteristiche simili.


Conclusione

Il mito di Non aprite quella porta come “storia vera” è frutto di una strategia narrativa e promozionale. L’unico legame con la realtà è la macabra figura di Ed Gein. Il film resta un pilastro del cinema horror, ma la sua connessione con eventi reali è molto limitata.


FONTI

By Antonio Capobianco

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