Nucleare, smaltimento scorie: in Italia colpevoli ritardiNucleare: la UE bacchetta l’Italia per i ritardi incomprensibili e colpevoli sullo smaltimento delle scorie radioattive.

L’Italia è stata messa in mora dalla Unione Europea per la ritardata comunicazione riguardante l’attuazione della direttiva per il trattamento dei rifiuti radioattivi.

La comunicazione doveva arrivare quasi un anno fa, tuttavia non è stato possibile comunicare niente perché mancano tuttora sia la consultazione pubblica sui siti di stoccaggio, sia la valutazione ambientale strategica.

Siamo alle solite, insomma. Sotto il profilo ambientale siamo sempre e perennemente indietro rispetto alla grande maggioranza dei Paesi europei.

Il Presidente della Commissione Bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti Alessandro Bratti, ha così commentato: “Come è noto la pubblicazione della mappa con i possibili siti per il deposito avrebbe dovuto essere pubblicata alla fine di questa estate ma, a oggi, si attende ancora il nulla osta per la sua pubblicazione da parte del Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico”.

Solo dopo potrà iniziare l’iter che dovrebbe portare, nel giro di otto anni, alla realizzazione del deposito.

Senza dimenticare le criticità dovute alla mancata partenza dell’ISIN (Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare) e nella gestione della Sogin, la società pubblica incaricata per il decommissioning del nucleare italiano.