A Pechino è nato un servizio che permette agli automobilisti bloccati nel traffico di farsi “salvare” da un pilota in moto. Per circa 60 dollari, un operatore ti porta a destinazione su due ruote, mentre un secondo autista guida la tua auto fino a meta.

Come funziona il “soccorso da ingorgo”
Il meccanismo è tanto semplice quanto ingegnoso, pensato per chi ha un appuntamento urgente e non può aspettare. Quando il traffico si blocca, l’automobilista richiede il servizio tramite un’applicazione per smartphone dedicata.
In pochi minuti, due persone raggiungono la posizione della vettura a bordo di una motocicletta. Il cliente sale in sella come passeggero e fugge via nel traffico, superando le code.
Nel frattempo, il secondo operatore prende il controllo dell’automobile rimasta in strada. Questo secondo autista attende pazientemente la fine dell’ingorgo e guida il veicolo fino al punto di arrivo finale.
Tra legalità e sicurezza: i dubbi sul servizio
Nonostante la grande popolarità sui social, l’iniziativa solleva diversi interrogativi tra gli esperti di mobilità urbana. Le autorità locali mantengono un atteggiamento cauto, poiché la gestione delle responsabilità legali in caso di incidente non è ancora del tutto chiara.
Affidare la propria auto a uno sconosciuto nel bel mezzo di un ingorgo comporta rischi evidenti. Se la vettura subisce danni o riceve una multa durante il tragitto, non è automatico stabilire chi debba pagare.
Inoltre, il trasporto di passeggeri su due ruote tra corsie autostradali intasate presenta forti criticità legate alla sicurezza stradale. Le piattaforme asiatiche assicurano di selezionare solo guidatori esperti, ma il vuoto normativo attuale preoccupa le compagnie assicurative.
L’incubo del traffico unisce Pechino e l’Italia
Le megalopoli cinesi sono famose per ingorghi che possono durare ore, rendendo questi servizi una risorsa estrema molto attraente. Anche se in Italia una soluzione simile è impensabile per via dei rigidi regolamenti del Codice della Strada, il problema di fondo resta identico.
Città come Roma, Milano e Palermo affrontano ogni giorno livelli di congestione simili, che costano ore di produttività ai cittadini. L’idea cinese risponde a un bisogno reale di flessibilità, ma si scontra con la necessità di regole severe.
Resta da capire se questo modello di business supererà i controlli governativi cinesi e se le tutele per i clienti diventeranno reali. La sfida per la mobilità del futuro sarà integrare queste idee senza sacrificare la sicurezza di chi viaggia.

