Quanto tempo ci vuole per girare una serie TV? Dai copioni alla messa in onda

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Spesso consumiamo un’intera stagione in un solo weekend di “binge-watching”, ignari del fatto che quelle otto o dieci ore di intrattenimento sono il frutto di un lavoro estenuante durato mesi, se non anni. La percezione del tempo per lo spettatore è immediata, ma per chi lavora dietro le quinte, il calendario è il vero tiranno.

Non esiste una risposta univoca valida per ogni produzione. Chiedersi quanto tempo ci vuole per girare una serie TV implica valutare variabili immense: il budget, il genere (sitcom o drama), la quantità di effetti speciali e la disponibilità del cast. Tuttavia, analizzando i dati di settore e i piani di lavorazione standard, è possibile tracciare una linea temporale precisa che va dalla prima bozza di sceneggiatura fino al “ciak” finale.

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La regola d’oro: Drama vs Sitcom

Per capire le tempistiche, bisogna prima distinguere i due formati principali. Le differenze sono abissali e influenzano radicalmente il piano di produzione.

Le serie Drama (Single-Camera)

Pensate a prodotti come Stranger Things, Breaking Bad o The Crown. Queste produzioni funzionano essenzialmente come lunghi film. La media industriale per girare un episodio di una serie drammatica da un’ora si attesta tra gli 8 e i 12 giorni lavorativi.

Questo significa che una stagione standard di 8 episodi richiede circa 3-4 mesi solo per le riprese principali (Main Photography). Se la serie è ad alto budget e richiede spostamenti complessi o scene d’azione massicce, i tempi si dilatano. Ad esempio, la celebre “Battaglia dei Bastardi” di Il Trono di Spade ha richiesto ben 25 giorni di riprese solo per quella specifica sequenza, un’enormità se paragonata agli standard televisivi classici (Fonte: Entertainment Weekly).

Le Sitcom (Multi-Camera)

Il discorso cambia radicalmente per le situation comedy girate in studio, come The Big Bang Theory o Friends. Qui il ritmo è serrato e industriale. La produzione di una sitcom segue solitamente un ciclo settimanale:

  • Lunedì: Lettura del copione.
  • Martedì e Mercoledì: Prove e riscritture.
  • Giovedì: Prove con le telecamere e blocco delle scene.
  • Venerdì: Registrazione dell’episodio davanti al pubblico dal vivo, che dura dalle 3 alle 5 ore.

In questo scenario, si completa un episodio a settimana, permettendo di produrre stagioni molto lunghe (22-24 episodi) in circa 8-9 mesi di lavoro.

Le tre fasi cruciali che definiscono le tempistiche

Il tempo effettivo sul set è solo la punta dell’iceberg. Per calcolare la durata totale della realizzazione di una serie TV, dobbiamo considerare il “triangolo produttivo”.

1. Pre-produzione: Dove si vince o si perde

Prima che si accenda una sola telecamera, la macchina organizzativa è già in moto da mesi. La pre-produzione è la fase in cui si scrivono le sceneggiature, si scelgono le location, si costruiscono i set e si crea il piano di lavorazione. La stesura della sceneggiatura è il processo più lungo e imprevedibile. Showrunner come Vince Gilligan (Better Call Saul) hanno spesso impiegato mesi solo per delineare l’arco narrativo di una stagione nella “Writers Room”.

Durante questa fase, i reparti tecnici devono preparare tutto. Per una serie in costume come Bridgerton, il reparto costumi necessita di circa 3-5 mesi di anticipo per creare migliaia di abiti su misura prima dell’inizio delle riprese. Un errore di calcolo nella pre-produzione causerà ritardi a catena sul set, aumentando esponenzialmente i costi di produzione televisiva.

2. Produzione: La corsa contro il tempo

Questa è la fase delle riprese vere e proprie. Qui il tempo è denaro nel senso più letterale. Una giornata di riprese per una serie di alto profilo può costare tra i 150.000 e i 300.000 dollari.

Le giornate lavorative sono lunghe, spesso tra le 12 e le 14 ore. Un fattore che rallenta notevolmente il processo è il cosiddetto “company move”, ovvero lo spostamento della troupe da una location all’altra. Per ottimizzare i tempi, le serie non vengono quasi mai girate in ordine cronologico. Si utilizza il metodo del block shooting: si girano tutte le scene ambientate in un determinato luogo (ad esempio, l’appartamento del protagonista) per diversi episodi contemporaneamente, per poi cambiare set.

3. Post-produzione: La magia finale

Una volta finito di girare, il lavoro è tutt’altro che terminato. Oggi, la post-produzione e il montaggio video richiedono quasi tanto tempo quanto le riprese, specialmente per le serie ricche di VFX (effetti visivi). Serie come The Mandalorian o The Witcher richiedono dai 6 agli 8 mesi di post-produzione dopo la fine delle riprese per inserire CGI, color correction, sound design e colonna sonora. È questo il motivo principale per cui tra una stagione e l’altra delle moderne serie in streaming passano spesso due anni.

Fattori che dilatano i tempi di produzione

Esistono variabili esterne che possono trasformare un piano di lavorazione standard in un incubo logistico.

  • Disponibilità degli attori: Nelle serie antologiche o con cast stellari, le riprese devono incastrarsi con gli impegni cinematografici degli attori. Questo spesso costringe la produzione a fermarsi per settimane o a concentrare tutte le scene di un attore in pochi giorni frenetici.
  • Meteo e luce naturale: Serie che fanno grande affidamento su esterni naturali sono schiave della luce. Se una scena richiede “luce magica” (il tramonto), la troupe ha solo 30 minuti utili al giorno per girare. Questo può estendere i giorni di riprese necessari di settimane.
  • Bambini sul set: Le leggi sul lavoro minorile sono molto rigide (specialmente negli USA e in UK). Un attore minorenne può stare sul set solo per un numero limitato di ore al giorno (spesso tra le 4 e le 6 ore lavorative effettive). Serie come Stranger Things hanno dovuto gestire piani di lavorazione estremamente complessi per massimizzare la presenza dei giovani protagonisti.

Esempi concreti: I numeri dietro i colossi

Per dare una dimensione reale al fenomeno, guardiamo i dati di alcune serie iconiche:

  • Game of Thrones (Il Trono di Spade): L’ultima stagione, composta da soli 6 episodi, ha richiesto 10 mesi di riprese. La complessità logistica era tale da richiedere più unità di ripresa che lavoravano simultaneamente in paesi diversi (Irlanda, Croazia, Spagna).
  • Sherlock (BBC): Ogni episodio dura 90 minuti, praticamente un film. Le riprese di ogni capitolo richiedevano circa 20-25 giorni.
  • Le Soap Opera: Al lato opposto dello spettro, prodotti come Un posto al sole o Beautiful devono produrre 5 episodi a settimana. Per riuscirci, girano circa un episodio al giorno con un sistema multi-camera molto statico e pochissima post-produzione.

Perché le serie TV moderne impiegano sempre più tempo?

Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a un cambiamento di paradigma. La “Peak TV” ha alzato l’asticella della qualità. Le piattaforme di streaming come Netflix, Amazon Prime Video e Disney+ non hanno la fretta dei palinsesti televisivi tradizionali che dovevano mandare in onda un episodio a settembre cascasse il mondo.

Oggi si privilegia la qualità cinematografica. Le sceneggiature sono più dense, la fotografia è curata da direttori della fotografia premio Oscar e il sound design è in Dolby Atmos. Questo approccio ha trasformato il concetto di serialità televisiva: non si tratta più di riempire un vuoto orario, ma di creare un evento. Di conseguenza, il pubblico ha dovuto abituarsi ad attese più lunghe, accettando che per avere un prodotto di eccellenza, il tempo è un ingrediente non sostituibile.

Guardando al futuro, l’introduzione di tecnologie come il “Volume” (gli schermi LED a 360 gradi usati in The Mandalorian) potrebbe accorciare i tempi di post-produzione e ridurre gli spostamenti, portando le location direttamente in studio. Tuttavia, la componente umana della recitazione e della regia richiederà sempre i suoi ritmi fisiologici.

Un’opera audiovisiva è un miracolo logistico. Dietro ogni dialogo e ogni inquadratura c’è un esercito di professionisti che lotta contro l’orologio. La prossima volta che i titoli di coda scorreranno sullo schermo, saprete che quei pochi minuti di nomi rappresentano mesi di vita dedicati a costruire quel mondo immaginario.


Domande Frequenti (FAQ)

Quanto tempo serve per girare un singolo episodio di una serie Netflix? Per una serie drama standard di Netflix (es. Ozark o The Witcher), il tempo medio di riprese è di 10-15 giorni per episodio. Tuttavia, le riprese avvengono spesso a blocchi (due episodi alla volta) per ottimizzare le location, rendendo difficile isolare il tempo del singolo episodio.

Perché tra una stagione e l’altra passano anche due anni? L’aumento della qualità visiva ha dilatato i tempi. La post-produzione (VFX, montaggio, sonoro) richiede ora dai 6 agli 8 mesi. Inoltre, la scrittura delle sceneggiature non avviene più durante le riprese ma viene completata prima, aggiungendo altri mesi al processo di pre-produzione.

Qual è la serie TV che si gira più velocemente? Le Soap Opera (come Un Posto al Sole) e le Telenovelas sono le più veloci. Grazie a set fissi, illuminazione pre-impostata e riprese multi-camera, riescono a completare circa un episodio intero al giorno, garantendo una messa in onda quotidiana.

Le scene vengono girate in ordine cronologico? Quasi mai. Per risparmiare budget e tempo, si utilizza il “Block Shooting”. Se una serie ha 5 scene in cucina distribuite su 4 episodi diversi, verranno girate tutte nello stesso giorno. Girare in ordine cronologico costerebbe troppo in termini di spostamenti e riallestimento dei set.

By Antonio Capobianco

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