Rischio di vita per i troppo grassi e i troppo magri
Rischio di vita per i troppo grassi e i troppo magri

Rischio di vita per i troppo grassi e i troppo magri, questo rivela un importante studio inglese svolto su 3.600.000 persone.

I nostri avi latini dicevano mens sana in corpore sano. Posto che la mens sana, in qualche misura dipende anche dal corpus sano, cosa intendiamo per corpo sano? Intanto partiamo dal presupposto che se viviamo fino a ottanta – novanta anni con una relativa tranquillità, vuol dire che qualcosa di importante è successo negli ultimi decenni.

All’inizio del secolo scorso, l’aspettativa media di vita non andava oltre i cinquanta anni, e ora è, come noto, molto più avanzata, specialmente per le donne.

Significa che la scienza, e in particolare la scienza medica, ha fatto dei progressi notevoli in termini di diagnosi e di cure. Forse più di diagnosi che di cure, sapendo che la prima cura è la diagnosi corretta.

Fra radiografie, scintigrafie, TAC, risonanze magnetiche e analisi varie, si riesce a capire prima e molto meglio quello che sta succedendo al nostro corpo. Il goal è proprio questo: la prevenzione.

E la prevenzione passa attraverso una diagnosi tempestiva per mezzo delle metodiche messe a disposizione dalla moderna tecnologia.

Il medico ha un ruolo fondamentale, specialmente quello di base, ma deve sapersi avvalere, nelle sue diagnosi e per prescrivere cure corrette, di quello che viene messo a disposizione dalla scienza moderna.

Un corpo sano vuol dire quindi, preliminarmente, un corpo sottoposto a controlli periodici, un corpo consapevole.

Lo ribadiamo: prevenzione. I tumori si battono su questo piano; se si scoprono prima, se si arriva in tempo, le possibilità di curare con successo i tumori aumentano a dismisura.

Poi c’è la cura del corpo che prescinde dalle diagnosi e dalle medicine. Un corpo in buono stato di forma, ha meno possibilità di ammalarsi in generale, e in caso di insorgenza di problematiche serie, reagisce comunque meglio.

Pertanto, non è peregrino parlare di corretta alimentazione e di movimento. Per quel che riguarda l’alimentazione, se solo ci affidassimo, anche in maniera non scrupolosissima, alla cosiddetta dieta mediterranea, avremmo fatto già un buon passo in avanti.

Pochi grassi, pesce in abbondanza, e poi frutta e verdure; e ancora pane e pasta in quantità non eccessive.

Non è difficile, soprattutto pensando che di questi elementi ne abbiamo davvero in abbondanza; e per giunta a poco prezzo.

L’altro segreto di un corpo in salute è un peso forma accettabile, che dipende in buona parte dal movimento, dall’attività fisica, dallo sport. In relazione alle nostre condizioni di salute, all’età e alle possibilità che ciascuno ha, tutti o quasi dovrebbero fare attività fisica.

Il tono muscolare e il peso sono fondamentali per campare più a lungo, medicine e diagnosi a parte.

Dobbiamo cercare di non essere né troppo grassi, né troppo magri, due condizioni che non depongono bene.

Il cosiddetto valore di massa corporea, altrimenti indicato con l’acronimo IMC, non deve essere superiore o inferiore a certi parametri, al fine di evitare la morte prematura. Le ricerche più avanzate ci indicano che l’indice corretto si posiziona fra 21 e 25.

Come fare per calcolare questo indice? In realtà non è difficile. E’ sufficiente dividere il peso misurato in chili per l’altezza al quadrato misurata in centimetri.

Per esempio, una persona che pesa 62 chili ed è alta un metro e settanta, vedrà applicato il semplice calcolo: 62/1,70X1,70. Il risultato è 21,45. Questo vuol dire che i parametri per questa persona sono coretti.

Krishnan Bhaskaran, autore della ricerca, spiega: L’indice di massa corporea è un importante indicatore della nostra salute. Nonostante questo, sono pochi gli studi sui legami tra le malattie croniche e questo indice.

Con la nostra ricerca abbiamo cercato di porre fine a questo problema, scoprendo come essere sottopeso o sovrappeso aumenti il rischio di una serie di malattie come quelle al fegato, alcuni tumori, ma anche patologie alle vie respiratorie.

Lo studio ha riguardato ben 3.6000.000 persone. Valori superiori a 30 portano a una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari e tumori; valori inferiori a 21, portano a una maggiore incidenza di altre malattie, come l’Alzheimer.

Giornalista e appassionata del web, condivide la passione della scrittura sia su cartaceo che online. Presidente presso Comunicazione e Territori scarl

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