Roma, se il ristorante scrive “Vietato l’ingresso ai bambini”.

Eleonora Gitto

Roma, se il ristorante scrive “Vietato l'ingresso ai bambini”.E’ proprio così, all’entrata di un ristorante di Roma c’è scritto “Vietato l’ingresso ai bambini”.

Si tratta del ristorante “La fraschetta del pesce”. Sul cartello, per la precisione, c’è scritto pure “A causa di episodi spiacevoli dovuti alla mancanza di educazione”.

Orbene, nel condividere la parte riguardante in generale la maleducazione, che avrà certamente portato a qualche episodio poco commendevole, in realtà avremmo preferito una frase del tipo: “Si prega di non far fare schiamazzi ai bambini”, o qualcosa del genere.

Il messaggio sarebbe stato chiaro e si sarebbero salvati capra a cavoli. O anche, avremmo potuto capire se sul messaggio fosse stato scritto “Vietato l’ingresso ai fascisti, sanzionati dalla nostra Costituzione.

O ancora, vietato ai leghisti, “Sanzionati dal buon senso e dall’intelligenza umana”, che pure qualche volta dovrà farsi sentire. Niente di tutto questo.

Oltre al ben noto e vituperato cartello vietato l’ingresso ai cani, il divieto è stato allargato, a dismisura, ai poveri pargoli, causa qualche probabile intemperanza di troppo.

Ma basterà questo assurdo divieto a inserire nei genitori l’idea che qualche piccola, minima responsabilità di natura educativa, magari qui in Italia, e forse ancora più in certe parti d’Italia, ce l’abbiamo? Ai posteri l’ardua sentenza.

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