Scrivere una sceneggiatura per un cortometraggio richiede di condensare un arco narrativo completo in un numero limitato di pagine, solitamente tra le 5 e le 20. Il processo inizia con l’identificazione di un conflitto centrale immediato, prosegue con la strutturazione della storia (spesso una versione compressa dei tre atti) e si finalizza con la formattazione standard industry in Courier 12. La chiave del successo risiede nella capacità di raccontare per immagini, limitando i dialoghi e focalizzandosi su un singolo evento significativo o cambiamento del protagonista.

L’arte della sintesi narrativa
La differenza sostanziale tra un lungometraggio e un corto non risiede solo nella durata, ma nel ritmo e nella densità del racconto. In un film di due ore si ha il tempo di esplorare sottotrame e personaggi secondari; nel formato breve cinematografico ogni secondo deve essere funzionale alla trama principale.
Secondo i dati riportati dai principali festival internazionali come il Sundance, la durata media dei cortometraggi selezionati si attesta spesso tra i 7 e i 15 minuti. Questo significa che lo sceneggiatore ha a disposizione circa 7-15 pagine di script per catturare l’attenzione, sviluppare la tensione e fornire una risoluzione soddisfacente.
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Dall’idea alla Logline
Prima di aprire qualsiasi software di scrittura, è necessario cristallizzare l’idea. Un metodo efficace è la stesura della logline: una singola frase che riassume protagonista, obiettivo e ostacolo. Se non riesci a scrivere una logline efficace, probabilmente la storia è troppo complessa o poco focalizzata per un cortometraggio.
Esempio pratico di logline: “Un timido impiegato scopre che la fotocopiatrice dell’ufficio produce copie del futuro e deve decidere se usarla per arricchirsi o salvare i colleghi da un licenziamento imminente.”
Strutturare la storia in tempi ristretti
Anche se breve, una storia deve avere un inizio, un centro e una fine. Tuttavia, la struttura narrativa per cortometraggi differisce da quella classica. Spesso si entra nella scena il più tardi possibile e se ne esce il prima possibile.
L’incidente scatenante immediato
Non c’è tempo per lunghi preamboli. L’incidente scatenante, ovvero l’evento che rompe l’equilibrio del protagonista, deve avvenire nelle prime 2-3 pagine. Lo spettatore deve capire immediatamente chi è il personaggio e cosa vuole.
- Atto I (Setup): Presentazione rapida del mondo e del problema (Pagine 1-3).
- Atto II (Confronto): Il protagonista tenta di risolvere il problema incontrando ostacoli crescenti (Pagine 4-10).
- Atto III (Risoluzione): Climax e finale, che può essere chiuso o aperto, purché tematicamente coerente (Pagine 11-15).
Il colpo di scena e il finale aperto
Molti cortometraggi di successo, come il vincitore dell’Oscar The Neighbors’ Window, utilizzano un colpo di scena finale o una rivelazione emotiva che cambia la prospettiva dello spettatore su quanto appena visto.
A differenza dei lungometraggi commerciali, i corti tollerano e spesso beneficiano di finali aperti o ambigui. L’obiettivo è lasciare un’impronta emotiva o intellettuale, piuttosto che chiudere ogni singola linea narrativa.

Creazione dei personaggi: Less is More
In un corto non c’è spazio per sviluppare archi di trasformazione complessi per cinque o sei personaggi. La regola d’oro è limitare il cast. Sviluppare un protagonista tridimensionale in poco tempo richiede di mostrarne le caratteristiche attraverso le azioni, non le parole.
Un errore frequente è far spiegare ai personaggi come si sentono. Il cinema è un medium visivo: se un personaggio è nervoso, non deve dirlo, deve agire nervosamente (tamburellare le dita, evitare lo sguardo).
Gestione dei dialoghi
I dialoghi devono essere scarni. In fase di revisione, prova a cancellare le prime e le ultime due battute di ogni scambio: spesso il nucleo del discorso è al centro. Un dialogo cinematografico efficace è quello che spinge avanti l’azione o rivela informazioni strettamente necessarie che non possono essere mostrate visivamente.
Regole di formattazione della sceneggiatura
Per essere presi sul serio da produttori, registi o commissioni di finanziamento, è imperativo rispettare la formattazione standard. Una pagina formattata correttamente corrisponde approssimativamente a un minuto di tempo sullo schermo.
Elementi tecnici essenziali
- Font: Courier o Courier New, dimensione 12.
- Intestazioni scena: (EST. PARCO – GIORNO) sempre in maiuscolo.
- Descrizioni (Action): Presente indicativo, descrivendo solo ciò che è visibile o udibile.
- Nomi personaggi: In maiuscolo e centrati sopra il dialogo.
- Margini: Specifici per lasciare spazio alle note di produzione (sinistro 1.5 pollici).
Utilizzare software dedicati come Final Draft, Celtx o Fade In elimina il problema della formattazione manuale, permettendo all’autore di concentrarsi esclusivamente sulla storia.
Fattibilità produttiva e budget
Quando si scrive un corto, specialmente se è il primo, bisogna pensare come un produttore. Scrivere una sceneggiatura low budget non significa abbassare la qualità della storia, ma ottimizzare le risorse.
Ogni cambio di location, ogni personaggio aggiunto, ogni effetto speciale descritto nel copione aumenta esponenzialmente i costi e la complessità logistica.
Strategie per contenere i costi in scrittura
- Unità di luogo: Ambientare la storia in una o due location accessibili (una casa, un ufficio, un parco).
- Cast ridotto: Scrivere per due o tre attori al massimo.
- Luce naturale: Scrivere scene che si svolgono di giorno o in interni ben illuminati riduce la necessità di attrezzature costose.
Un esempio celebre è il film Duel di Steven Spielberg (nato come film tv, ma strutturalmente simile a un corto esteso nella concezione): un uomo, un camion, una strada. La tensione è massima, i costi di set (relativamente) controllati.
Il processo di riscrittura
La prima stesura è quasi sempre imperfetta. Ernest Hemingway affermava che “la prima stesura di qualsiasi cosa è merda”. La vera scrittura avviene nella revisione. Una volta completata la bozza, lasciala riposare per qualche giorno per guadagnare distacco critico.
Durante la rilettura, verifica il ritmo. Se una scena non porta avanti la trama o non approfondisce il personaggio, tagliala senza pietà. Ottimizzare il ritmo narrativo significa eliminare i tempi morti. Chiediti per ogni scena: “Se tolgo questo pezzo, la storia si capisce comunque?”. Se la risposta è sì, cancellalo.
FAQ
Qual è la lunghezza ideale per una sceneggiatura di un cortometraggio? La lunghezza ideale varia dai 5 alle 15 pagine. Poiché nel formato standard una pagina equivale a circa un minuto di film, questo garantisce una durata gestibile per i festival cinematografici, che spesso prediligono opere sotto i 15 minuti per questioni di programmazione.
Devo proteggere la mia sceneggiatura con il copyright? Sì, è altamente consigliato. Prima di inviare il lavoro a concorsi o case di produzione, è opportuno depositare l’opera presso gli uffici competenti (come la SIAE in Italia o la WGA negli USA) o utilizzare servizi di marcatura temporale digitale legalmente riconosciuti per provare la paternità.
Quali software gratuiti posso usare per scrivere la sceneggiatura? Esistono ottime opzioni gratuite o “freemium” per iniziare. Celtx offre una solida versione base cloud-based. Trelby è un software open-source molto leggero per Windows e Linux. Anche la versione demo di Fade In è molto potente e funzionale per chi è alle prime armi.
Come posso capire se la mia idea è adatta a un corto o a un film? Se l’idea richiede molteplici sottotrame, salti temporali estesi (anni) o un’evoluzione complessa della psicologia del personaggio, è probabilmente un lungometraggio. Un corto funziona meglio quando si concentra su un singolo conflitto, un lasso di tempo breve e un cambiamento immediato e circoscritto.
