Talebani non condannano gli afgani che lavorano come traduttori

redazione

I talebani hanno annunciato nella giornata di oggi, lunedì, che i traduttori afgani che hanno lavorato con le forze internazionali dovrebbero “pentirsi” e rimanere in Afghanistan dopo la partenza delle forze occidentali che stanno accelerando il loro ritiro dal Paese.

Talebani non condannano gli afgani che lavorano come traduttori
foto@Flickr

Con il rapido ritiro delle forze della Nato, migliaia di traduttori afgani che lavoravano con le ambasciate e le forze militari occidentali si stanno accalcando ai consolati nella speranza di ottenere un visto di immigrazione, temendo rappresaglie se i talebani tornassero al potere a Kabul.

Il movimento armato ha affermato in una dichiarazione che i traduttori afgani che hanno lavorato con le forze occidentali “non affronteranno alcun pericolo da parte loro” e che “nessuno dovrebbe lasciare il paese.

Chi ha lavorato con forze straniere come traduttori, guardie o altri lavori, e ora con il ritiro delle forze straniere, ha paura e cerca di lasciare il paese“, ha detto il movimento.

Ha aggiunto: “Diciamo loro che devono pentirsi per le loro azioni passate e non impegnarsi in tali attività in futuro, che sono un tradimento dell’Islam e del loro paese… Nessuno dovrebbe lasciare il paese“.

La dichiarazione continuava: “L’Emirato islamico non creerà loro problemi… li invita a tornare a una vita normale ed a servire il loro Paese. Non affronteranno alcun pericolo da parte nostra. Prima li vedevamo come nemici, ma dal momento in cui lasceranno i ranghi nemici, torneranno ad essere normali afghani nella loro patria e non dovrebbero avere paura”.

Il movimento ha concluso la sua dichiarazione dicendo: “Ma se loro (i traduttori) affermano di affrontare qualche pericolo per ottenere il cosiddetto asilo, allora questo è il loro problema, non il problema dei mujaheddin”.

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