Le auto più resistenti al mondo non arrivano dal Giappone. È quanto emerge dal TÜV-Report 2026, l’analisi annuale basata su oltre 900.000 controlli tecnici che valuta l’affidabilità e la durata dei veicoli in circolazione in Europa. I risultati indicano un netto primato di un costruttore tedesco, ribaltando una percezione diffusa tra gli automobilisti.

Il quadro emerso dal TÜV-Report 2026
Il rapporto è stato elaborato dal Technischer Überwachungsverein (TÜV) e pubblicato dalla rivista specializzata Auto Bild. L’analisi prende in esame i difetti riscontrati durante le ispezioni periodiche obbligatorie, offrendo un indicatore concreto della resistenza meccanica e strutturale dei veicoli nel tempo.
I risultati che smentiscono i luoghi comuni
Sebbene i marchi giapponesi continuino a ottenere valutazioni positive, il report evidenzia che non sono loro a guidare la classifica della durata complessiva. I dati mostrano come l’affidabilità non sia legata esclusivamente all’origine asiatica, ma dipenda anche da progettazione, materiali e manutenzione.
Il primato del costruttore tedesco
A sorprendere è soprattutto la posizione di vertice occupata da modelli di Mercedes-Benz, che registrano i tassi più bassi di difetti anche dopo diversi anni di utilizzo. Secondo il rapporto, alcuni veicoli della casa tedesca mantengono standard elevati di sicurezza e funzionalità anche con chilometraggi elevati.
Cosa indicano i dati sulla durata reale
Il TÜV-Report 2026 conferma che la resistenza di un’auto è il risultato di più fattori: qualità costruttiva, tecnologia impiegata e regolarità dei controlli. I risultati offrono una fotografia aggiornata del parco auto europeo e contribuiscono a ridefinire le gerarchie tradizionali in tema di affidabilità.
