12 Aprile 1961, quando Jurij Alekseevic Gagarin conquistò lo spazio12 Aprile 1961, quando Jurij Alekseevic Gagarin conquistò lo spazio.

Per la prima volta un essere umano guardò la Terra dall’alto, com’era veramente, come dovrebbe essere, azzurra, senza confini, limpida, pura, meravigliosa.

“Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini”, comunicò estasiato l’astronauta sovietico. Jurij era figlio di una contadina e di un falegname, e proprio nessuno poteva immaginare che quel piccolo ragazzino potesse diventare il primo uomo nello spazio.

Era nato in un piccolo villaggio chiamato Klusino il 9 marzo del 1934, e subito si era distinto per la propria bravura nelle materie scientifiche. Ma sognava di volare.

Gagarin dovette abbandonare gli studi prestissimo, quando le armate tedesche entrarono in Russia nel 1941, ma successivamente, con molto impegno, riuscì a riprendere gli studi alla fine della seconda guerra mondiale.

E cominciò a volare in un aeroclub, per poi entrare a far parte dell’aviazione sovietica.

Poi il grande salto. Alle 9,07 del 12 aprile 1961, Jurij pronunciò la famosa parola: Pojechali! Andiamo! E lo Sputnik partì per un’avventura in un’orbita ellittica intorno alla Terra alla velocità di quasi 30.000 chilometri orari, fino a raggiungere un’altitudine massima di 302 chilometri.

Un successo, un evento che, in piena guerra fredda, fu guardato con sospetto, ma che resterà nella storia.