Annalisa-Minetti-Barbara-D’Urso-dolce-attesa

Ha presentato un nuovo libro, si è lasciata intervistare da una miriade di giornali e ha confessato, nelle scorse settimane, a cuore aperto assieme a sua sorella, che tra qualche anno perderà completamente la vista e quindi sarà “buio totale”.

Eppure Annalisa Minetti è una donna forte, decisa, caparbia, e soprattutto una donna felice che a quanto pare nasconde un dolcissimo segreto.

Una delle coppie ospiti della puntata di ieri di Domenica Live da Barbara d’Urso è stata quella composta proprio da Annalisa Minetti e il suo secondo marito Michele Panzarin.

Pensando di avere il microfono spento, Annalisa ha detto alla padrona di casa: “sono incinta”. Il siparietto è avvenuto al momento del suo ingresso in studio accanto al marito Michele Panzarin, in occasione dell’ospitata organizzata per la presentazione del suo libro “Io rinasco”. Barbara ha provato subito a mettere una toppa: “Mi ha raccontato un segreto e il mio microfono era acceso. Spero non si sia sentito”.

A parte lo scoop, che certamente sarà confermato nelle prossime settimane quando il pancino comincerà a crescere, la cantante ha raccontato che è rinata dopo l’incontro con il suo fisioterapista che è diventato suo marito e ha dovuto lottare per l’affidamento del figlio Fabio, di otto anni.

Fabio stato, per anni, oggetto di una disputa legale rispetto alla possibilità, dopo la separazione, che la Minetti fosse in grado o meno di occuparsi di lui e garantire nella sua incolumità: “L’affidamento del bambino ce l’ho e posso vederlo quando voglio. L’avvocato però mi ha detto che non potevo stare con il mio bambino a causa della mia cecità, perché impossibilitata a garantire  la sicurezza del bambino”.

Poi le cose si sono risolte anche grazie alla volontà dell’ex marito, che non l’ha mai ritenuta incapace di occuparsi di Fabio.

Eppure quelli sono stati mesi di sofferenza: “Adesso è tutto risolto, siamo riusciti tutti ad essere felici ed è bene così, ma solo per il bene del bambino. Il mio è stato un percorso duro, prima con l’elaborazione del lutto, poi la lotta con il dolore, alla quale è subentrata la depressione. Poi c’è l’accettazione, quando puoi dire davvero di essere rinato”.