Quando pensiamo al carcere, la nostra mente evoca immagini di celle, guardie penitenziarie e avvocati. Spesso, però, un ruolo fondamentale e meno conosciuto all’interno di queste strutture è quello dell’assistente sociale penitenziario. Questa figura professionale è cruciale per supportare i detenuti nel loro percorso di detenzione e, ancor più importante, nella delicata fase del reinserimento nella società. Scopriamo insieme come opera l’assistente sociale dietro le mura di un istituto penitenziario.

Il Mandato e le Aree di Intervento
L’assistente sociale in carcere non è un semplice “facilitatore”, ma un professionista con un mandato ben definito dalla legge. La sua azione è disciplinata principalmente dall’Ordinamento Penitenziario (Legge 354/1975 e successive modifiche), che riconosce la funzione rieducativa della pena e la necessità di interventi volti al recupero sociale dei condannati. Il loro lavoro si concentra su diverse aree:
- Supporto Individuale al Detenuto: L’assistente sociale è il punto di riferimento per il detenuto e la sua famiglia. Aiuta a mantenere i legami affettivi, a gestire le problematiche personali (salute, economiche, familiari) e a sviluppare un progetto di vita futuro. Questo include anche il sostegno psicologico e l’orientamento verso servizi esterni.
- Gestione dei Rapporti con l’Esterno: Funge da ponte tra il detenuto e il mondo esterno. Questo significa facilitare i contatti con i servizi sociali territoriali, le associazioni di volontariato, le scuole o i centri di formazione professionale, indispensabili per costruire un percorso di reinserimento.
- Elaborazione del Programma di Trattamento: In collaborazione con l’équipe multidisciplinare del carcere (psicologi, educatori, medici), l’assistente sociale contribuisce alla stesura e all’attuazione del programma di trattamento individualizzato per ogni detenuto. Questo programma mira a potenziare le risorse personali del detenuto e a mitigare i fattori di rischio, in vista del suo ritorno in libertà.
Secondo il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), gli assistenti sociali penitenziari sono una risorsa strategica per l’effettività del percorso rieducativo. I dati del 2023 indicano che la presenza e l’intervento degli assistenti sociali sono correlati a una riduzione dei tassi di recidiva post-detentiva, sottolineando l’efficacia del loro operato.
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Dalla Detenzione al Reinserimento: Un Ponte Verso la Libertà
Il lavoro dell’assistente sociale non si esaurisce con la fine della pena detentiva, ma si estende alla fase cruciale del reinserimento sociale. Questo è forse l’aspetto più sfidante e significativo del loro ruolo. Molti detenuti, una volta usciti dal carcere, si trovano ad affrontare gravi difficoltà abitative, lavorative e relazionali, che possono facilmente condurre alla recidiva.
L’assistente sociale penitenziario opera per prevenire questo rischio:
- Progetti di Dimissione: Inizia a lavorare con il detenuto mesi prima della sua scarcerazione, elaborando un “progetto di dimissione” che tenga conto delle sue esigenze abitative, lavorative e sanitarie. Questo può includere l’ottenimento di un alloggio, la ricerca di un impiego o l’iscrizione a corsi di formazione professionale.
- Collaborazione con i Servizi Territoriali: Un elemento chiave è la stretta collaborazione con gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna (UEPE) e i servizi sociali dei comuni. Questi enti territoriali prenderanno in carico il soggetto una volta libero, garantendo continuità nel supporto e nell’accompagnamento. Come ribadito dal CNOAS (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali), la sinergia tra le risorse intramurarie ed extramurarie è essenziale per un reinserimento efficace e sostenibile.
- Monitoraggio e Follow-up: Anche dopo la scarcerazione, l’assistente sociale può mantenere un contatto, seppur indiretto tramite gli UEPE, per monitorare il progresso del reinserito e intervenire in caso di nuove difficoltà.
Il lavoro dell’assistente sociale nel carcere è complesso e richiede una forte vocazione, oltre a competenze specialistiche. È una professione che incarna i principi di giustizia sociale e umana dignità, operando in un contesto spesso difficile ma di fondamentale importanza per l’intera comunità.
Per approfondire il ruolo dell’assistente sociale in ambito penitenziario e le normative che lo regolano, puoi consultare il sito del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) www.giustizia.it/giustizia/it/dap.page e del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali (CNOAS) www.cnoas.it.
