Uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association evidenzia una correlazione diretta tra l’abitudine di restare svegli fino a tardi e un peggioramento della salute cardiovascolare. La ricerca si è concentrata su adulti di mezza età e anziani, rilevando come la preferenza per le attività serali possa influenzare negativamente il benessere del cuore.

I risultati della ricerca accademica
L’indagine scientifica ha analizzato il comportamento di un ampio campione di individui, monitorando i ritmi circadiani e i parametri cardiaci. I dati indicano che i cosiddetti “nottambuli” presentano una probabilità significativamente più alta di sviluppare patologie del sistema circolatorio rispetto a chi mantiene ritmi mattutini o intermedi. Il fenomeno appare particolarmente marcato nei soggetti in età avanzata, dove il naturale processo di invecchiamento si somma agli effetti dello stress biologico derivante dai ritmi del sonno alterati.
Maggiore incidenza nel genere femminile
I ricercatori hanno osservato una disparità di genere nei risultati emersi dallo studio. Le donne che manifestano una forte preferenza per le ore serali mostrano indicatori di salute cardiaca peggiori rispetto alla controparte maschile con le medesime abitudini. Questa specificità suggerisce che il cronotipo serale possa interagire con fattori ormonali o metabolici tipici del genere femminile, rendendo questa categoria più vulnerabile alle complicazioni cardiovascolari legate alla veglia prolungata.
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Squilibrio circadiano e impatto metabolico
La causa principale del rischio elevato risiede nel disallineamento circadiano, ovvero il contrasto tra l’orologio biologico interno e i ritmi sociali imposti. Questo sfasamento può generare alterazioni nella pressione arteriosa e nella gestione dei livelli di glucosio. Gli esperti spiegano che chi resta attivo durante la notte tende spesso a consumare pasti in orari non ottimali e a soffrire di una qualità del sonno frammentata, fattori che contribuiscono al deterioramento delle funzioni cardiache nel lungo periodo.
Strategie di protezione per i nottambuli
Nonostante la predisposizione genetica al cronotipo serale, gli specialisti sottolineano che è possibile mitigare i rischi attraverso interventi mirati. La gestione della salute cardiaca per chi non segue ritmi mattutini passa per il monitoraggio costante della pressione e del colesterolo, oltre a una regolarizzazione degli orari dei pasti. L’adozione di una routine che limiti l’esposizione alla luce artificiale nelle ore notturne può contribuire a ridurre lo stress biologico subito dall’organismo.
