Britney Spears, la tutela legale termina a breve

redazione

La tutela legale che ha controllato la vita di Britney Spears da più di 13 anni potrebbe concludersi in questi giorni.

La Corte Suprema di Los Angeles terrà un’udienza per rispondere alle richieste dell’avvocato e del padre dell’artista.

Sia il legale rappresentante della cantante, Mathew Rosengart, che suo padre, Jamie Spears, hanno chiesto nei giorni scorsi la cessazione della tutela.

Nonostante, però, le enormi divergenze che dovranno essere risolte dal giudice che sovrintende a questo caso diventato mediatico.

Britney Spears la tutela legale termina a breve
foto@Wikimedia

Non si sa se il giudice Brenda Penny deciderà che è giunto il momento di liberare l’artista dal meccanismo di controllo legale a cui è stata sottoposta nel 2008, dopo un periodo di comportamento imprevedibile per il quale ha perso l’affidamento dei figli.

Quando Britney Spears è uscita dalla riabilitazione quello stesso anno, è tornata a lavorare con nuovi brani e concerti che hanno fruttato milioni di dollari anche se era ancora sotto stretta tutela legale.

Gli ultimi documenti consegnati al tribunale

Secondo gli ultimi documenti consegnati al tribunale, l’avvocato è favorevole ad un finale scaglionato in cui verranno chiarite le responsabilità e verrà analizzato ciò che è andato storto.

Rosengart, rappresentate legale dell’artista, è convinta che il padre di Britney Spears ed un gruppo di uomini d’affari e avvocati abbiano approfittato della tutela legale per arricchirsi grazie al successo della cantante.

La cantante era sottoposta ad un rigido controllo in cui non ha avuto accesso ai suoi conti o al potere di decidere i suoi progetti.

Il caso ha preso una nuova svolta questo fine settimana dopo che il New York Times ha pubblicato un rapporto con le dichiarazioni di tre persone che hanno lavorato per Britney durante la sua tutela: un’impiegata della sicurezza, un’assistente e il suo responsabile del guardaroba.

Tra le dichiarazioni più spinose, l’ex addetto alla sicurezza sostiene che il padre avesse dei microfoni collocati a casa di Britney, le cui chiamate e messaggi sono stati intercettati, comprese le comunicazioni con il proprio avvocato.

La registrazione o il monitoraggio non autorizzati delle comunicazioni private di Britney, in particolare delle comunicazioni avvocato-cliente, che sono una parte sacrosanta del sistema legale, rappresentano una violazione irragionevole e vergognosa dei suoi diritti alla privacy e un esempio lampante di privazione delle loro libertà civili“.

Queste le dichiarazioni di Rosengart.

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