Circoncisione, morto un bimbo di 5 mesi a Reggio Emilia

Antonio Capobianco

Per tanti, e noi sosteniamo non certo a torto, la circoncisione è una delle pratiche più barbare che ci sia.

Certo, per molte comunità questo è un rituale religioso molto importante, ma essenzialmente si tratta di poco altro che di mutilazioni agli organi sessuali dei bambini, fatte da persone senza alcuna competenza medica, in condizioni igienico sanitarie precarie, e senza nessuna reale utilità.

Se pensiamo però che siano limitate a tribù molto lontane, non solo culturalmente ma anche fisicamente, ci sbagliamo di grosso: proprio in queste ore, infatti, a Reggio Emilia è morto un bimbo di soli 5 mesi.

Il piccolo è morto nella notte tra venerdì e sabato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna dove è arrivato venerdì pomeriggio da Scandiano (Reggio Emilia), in condizioni disperate a causa di un intervento di circoncisione fatto in casa dai genitori, di origine ghanese.

Secondo quanto finora ricostruito, il neonato era in condizioni disperate dopo aver subito un intervento domestico di circoncisione, che sarebbe stato fatto dagli stessi genitori.

Per la morte del bimbo sono quindi indagati il padre, quarantenne, e la madre, trentenne. Il fascicolo per omicidio colposo aperto dalla Procura reggiana sul caso è a carico loro.

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