Facebook Safety Check, un bug semina il panicoIl giorno di Pasqua un bug attiva Facebook Safety Check: per molti utenti è il panico.

Il 27 marzo, giorno di Pasqua, subito dopo l’attacco kamikaze talebano nella città pakistana di Lahore un bug ha attivato il servizio Safety Check di Facebook.

Molti utenti in tutto il mondo, Italia inclusa, subito dopo la strage in Pakistan, hanno avuto un sussulto quando a leggere il messaggio inviato da Facebook: “Stai bene? L’esplosione ha coinvolto anche te?”.

Qualcuno ha pensato che qualcuno che in quel momento si trovava nelle zone del disastro, avesse clonato il suo account. Altri, increduli, non capivano se fosse uno scherzo o una manovra terroristica.

Fino a quando Facebook non ha fatto sapere che la causa del messaggio mostrato agli utenti lontani all’accaduto era dovuto a un bug, ossia a un problema trovato nell’algoritmo che gestisce il servizio in base alla geolocalizzazione dei profili Facebook, in tanti si sono chiesti il perché di quel messaggio inviato a chi si trovava a migliaia di chilometri di distanza dal luogo dell’accaduto.

Facebook si è scusato per l’inconveniente con questa dichiarazione: “Abbiamo attivato il Safety Check a Lahore in seguito l’esplosione. Purtroppo, molte persone lontane dai fatti dell’attentato hanno ricevuto una notifica che ha chiesto loro se stessero bene”.

“Questo tipo di bug è in contrasto con lo scopo del servizio. Abbiamo lavorato velocemente per risolvere la questione e ci scusiamo con chiunque abbia per errore ha ricevuto la notifica”.

Facebook fornisce il servizio Safety Check, ossia, “Sto bene” da alcuni mesi. Con questo servizio si chiede agli iscritti che si trovano nell’area di un disastro, calamità naturale o attentato, di rispondere a una semplice domanda: se stanno bene.

La risposta è automaticamente trasformata in una notifica per tutti gli amici di quella persona. Se nella zona a rischio e non c’è possibilità di accedere al Web, saranno gli amici a dare rassicurazioni per qualcun altro.