Un nome curioso, Nano Banana, è apparso di recente online, svelando l’ultima novità di Google nel campo dell’intelligenza artificiale. Si tratta di un potente strumento integrato in Gemini che permette a chiunque di modificare immagini con una semplicità disarmante, usando solo la propria voce o un testo.

Cos’è e come rivoluziona l’editing di immagini
Nano Banana è il nome in codice con cui Google ha sviluppato il suo modello AI “Gemini 2.5 Flash Image“, ora disponibile per tutti dentro l’assistente Gemini. La sua funzione è quella di trasformare il fotoritocco in una conversazione: carichi una foto e chiedi di applicare le modifiche che desideri.
Puoi chiedere di “togliere quella persona sullo sfondo“, “aggiungere un cielo stellato” o “rendere la foto in bianco e nero mantenendo rosso solo il vestito”. Il sistema interpreta la richiesta e la esegue in pochi istanti, con risultati sorprendentemente realistici. La vera forza di questo strumento, come sottolineato da Google, è la sua capacità di preservare i dettagli importanti dell’immagine originale, specialmente i volti delle persone, garantendo coerenza visiva anche dopo modifiche complesse. Questo approccio riduce drasticamente la necessità di ricorrere a software professionali come Photoshop per le operazioni più comuni.
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Accesso gratuito e implicazioni per il futuro
La notizia più interessante è che questa tecnologia è accessibile a tutti, gratuitamente. Basta utilizzare l’app Gemini su smartphone o da web per iniziare a sperimentare. Non sono richiesti abbonamenti o download aggiuntivi, anche se è previsto un limite al numero di operazioni giornaliere.
Mentre l’uso per gli utenti finali è gratuito, Google ha previsto un modello di costo per sviluppatori e aziende che desiderano integrare questa tecnologia nei loro servizi tramite API. Il costo è stato fissato a 30 dollari per milione di token, una cifra che si traduce in circa 0,029 dollari per ogni immagine elaborata. Questa mossa strategica posiziona Google in diretta competizione con altri giganti del settore come OpenAI e Adobe, ma con un vantaggio non da poco: l’integrazione nativa in un ecosistema, quello di Gemini, già utilizzato da milioni di persone.
L’arrivo di Nano Banana conferma che il futuro dell’editing di immagini sarà sempre più legato all’intelligenza artificiale, rendendo la creatività digitale uno strumento alla portata di tutti, non solo degli esperti.
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