Con una base di 1,8 miliardi di utenti Gmail nel mondo, Google ha recentemente messo in guardia su una “nuova ondata di minacce” alla sicurezza informatica. Il progresso dell’intelligenza artificiale, se da un lato offre strumenti potentissimi, apre anche la porta a vettori di attacco inediti e sofisticati.

Cos’è l’iniezione di prompt indiretti?
La minaccia emergente, definita da Google come “iniezione di prompt indiretti” (indirect prompt injection), rappresenta un salto di qualità nel panorama del cybercrime. A differenza di un attacco tradizionale, in cui l’hacker inserisce direttamente un comando malevolo, questa tecnica è molto più subdola.
Come spiegato in un post ufficiale sul blog di Google, l’attacco nasconde istruzioni dannose all’interno di fonti di dati apparentemente innocue che l’AI analizza, come email, documenti o persino inviti del calendario. In pratica, un aggressore potrebbe inviare un’email contenente un testo nascosto che ordina all’assistente AI (come Gemini, quando integrato in Gmail) di compiere azioni illecite a insaputa dell’utente.
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L’esperto di tecnologia Scott Polderman, intervistato da The Daily Record, ha semplificato il concetto: “Gli hacker hanno trovato un modo per usare Gemini, l’intelligenza artificiale di Google, contro se stessa […] per rivelare le tue password senza che tu te ne accorga”. Il vero pericolo risiede nel fatto che non c’è un link sospetto su cui cliccare: è l’intelligenza artificiale stessa che viene ingannata ed è lei a mettere a rischio i dati.
La risposta di Google: sicurezza a più livelli
Di fronte a una minaccia così complessa, che mette a rischio non solo i singoli cittadini ma anche aziende e governi, Google ha già implementato contromisure significative. La strategia non si basa su un’unica difesa, ma su un “approccio di sicurezza a più livelli”, progettato per proteggere ogni fase del processo.
Questo approccio multilivello include:
- Rafforzamento del modello AI: Il modello Gemini 2.5 è stato potenziato per essere più resistente a queste manipolazioni.
- Rilevamento intelligente: Sono stati sviluppati modelli di machine learning specifici per identificare e neutralizzare le istruzioni dannose nascoste.
- Sicurezza a livello di sistema: Misure di protezione integrate nell’infrastruttura per bloccare le azioni non autorizzate.
L’obiettivo, scrive Google, è “aumentare significativamente la difficoltà, i costi e la complessità” per chiunque tenti di sferrare un attacco di questo tipo, costringendolo a usare metodi più semplici e quindi più facili da individuare.
Conclusione e approfondimenti
L’intelligenza artificiale generativa è una tecnologia rivoluzionaria, ma come ogni grande innovazione porta con sé nuove sfide per la sicurezza. La comparsa di minacce come l’iniezione di prompt indiretti ci ricorda l’importanza di rimanere informati e consapevoli dei rischi. Fortunatamente, le grandi aziende tecnologiche sono in prima linea per sviluppare difese sempre più robuste.
Per approfondire l’argomento e restare aggiornato sulle ultime novità in materia di sicurezza informatica legata all’AI, ti consigliamo di consultare fonti autorevoli:
- Il Blog ufficiale di Google sulla Sicurezza per annunci e spiegazioni tecniche direttamente dalla fonte.
- Le sezioni dedicate alla cybersecurity di testate giornalistiche internazionali come Wired o The Verge.
