C’è un sistema che guadagna più dal panico che dalla qualità.
È il sistema dell’INCI spettacolarizzato, del cosmetico criminalizzato, dell’ingrediente sbattuto in prima pagina come se fosse un reato.

“Il business della paura vende più della crema,” dice Matteo Zanotti Russo, esperto di sicurezza cosmetica e autore del libro “Le Big Biuti non cielo dikono!!1!”.
Un titolo che sembra uno sfottò, ma è una dichiarazione di guerra.
Nel libro, Zanotti descrive un ecosistema tossico dove a comandare non sono le autorità regolatorie, ma le app “green”, i guru del bio e le influencer digitali.
La loro forza? La narrazione. Il terrore. Il marketing costruito attorno al nemico invisibile: il parabene, il silicone, la parola che suona male.
“Oggi non vendi un prodotto. Vendi una causa,” scrive Zanotti. “E se non hai un nemico, non hai mercato.”
Lo sa bene chi lavora da anni nel settore. Ogni mese, un nuovo ingrediente da demonizzare. Ogni stagione, una nuova “scoperta” su un ingrediente antico.
E intanto, aziende costrette a riformulare, smaltire, rilanciare. Un meccanismo ciclico che non serve al consumatore, ma a chi lucra sulla disinformazione.
Lo so, è fastidioso sentirlo. Ma è proprio qui che si gioca tutto.

Il consumatore non è più un cliente. È un credente.
E chi controlla la paura, controlla il mercato.
Zanotti la chiama “la nuova mafia dell’INCI”: un sistema fluido, senza volto, fatto di scorciatoie semantiche e allarmismo algoritmico.
Funziona perché è invisibile, ma onnipresente.
“Basta una frase sussurrata in un video per spostare milioni. Basta un bollino rosso per far sparire un brand.”
Il sistema vero – quello europeo, fatto di regolamenti, dossier, responsabilità penali – resta muto. Perde potere. Perché la fiducia non è più nei laboratori. È nei reel.
Nel libro, Zanotti racconta episodi in cui prodotti sicuri, perfettamente conformi, sono stati ritirati dal mercato per “motivi reputazionali”. Non c’erano tossine. C’erano commenti.
“I social non vogliono prove. Vogliono colpevoli.”
E così nasce il paradosso: un sistema regolato scientificamente viene piegato da chi non sa distinguere un emulsionante da un conservante.
Zanotti non si limita a denunciare. Mette a nudo i meccanismi economici.
- Chi guadagna dalle certificazioni “green” auto-rilasciate.
- Chi sfrutta il panico per lanciare linee “pure”.
- Chi costruisce la reputazione sulla distruzione di ingredienti perfettamente legali.
“È come una racket narrativo,” scrive. “Più attacchi il sistema, più ti posizioni come la sua alternativa. E più puoi vendere.”
La cosmesi non è più solo un settore. È una guerra semantica.
E chi ha la parola, oggi, comanda più di chi ha la competenza.
Zanotti Russo ha deciso di rispondere. Con un libro che ha la forma del sarcasmo e il peso di un atto notarile.
Un libro scomodo, perché dice ciò che nessuno ha il coraggio di scrivere: “Le aziende serie non stanno avvelenando nessuno. Ma la paranoia, quella sì, sta avvelenando tutti.”
Il business della paura è reale.
E come ogni sistema criminale ben costruito, funziona proprio perché fa finta di proteggerci. Il libro è disponibile su: https://www.angelconsulting.eu/libro-matteo-zanotti-russo/