Una nuova analisi mostra che la regolarità del sonno può fare la differenza dopo i 50 anni.
Dormire bene non serve solo a riposare. Può ridurre il rischio di morte e aiutare a vivere più a lungo.
Lo conferma una nuova analisi basata su milioni di notti di sonno.

Lo studio ha esaminato i dati di circa 47 milioni di notti.
I ricercatori hanno osservato che chi dorme in modo regolare ha un rischio di morte più basso rispetto a chi ha orari irregolari.
Il dato è particolarmente rilevante per le persone sopra i 50 anni.
In questa fascia di età, il sonno diventa un fattore chiave per la salute generale.
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Non conta solo quante ore si dorme.
Conta soprattutto la regolarità: andare a letto e svegliarsi più o meno alla stessa ora.
Chi mantiene un ritmo stabile mostra benefici concreti nel tempo.
Secondo l’analisi, questo stile di sonno è associato a una maggiore aspettativa di vita, stimata tra i 2 e i 4 anni in più.
Il legame riguarda diversi aspetti della salute.
Un sonno regolare è collegato a un minor rischio cardiovascolare e a un migliore equilibrio metabolico.
Lo studio rafforza un messaggio semplice.
Il sonno non è un lusso, ma una parte essenziale della prevenzione quotidiana.
Per molte persone, migliorare il sonno può essere una delle azioni più accessibili per proteggere la propria salute nel lungo periodo.
