Sembra la trama di un film di fantascienza, eppure è la pura realtà osservata in laboratorio. Una piccola lumaca d’acqua dolce, la Pomacea canaliculata, ha dimostrato una capacità straordinaria: può far ricrescere completamente i propri occhi dopo che le sono stati amputati. Una scoperta che apre scenari impensabili per la biologia rigenerativa.

Un recupero completo in meno di un mese
A fare luce su questo incredibile processo è stato un team di ricerca dello Stowers Institute for Medical Research, il cui studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications. I ricercatori, guidati da Alice Accorsi e Alejandro Sánchez Alvarado, hanno osservato che questa lumaca, nota anche come “chiocciola dorata”, non si limita a riparare il danno, ma ricostruisce da zero l’intero organo visivo, un occhio complesso dotato di cornea, cristallino e retina, molto simile a quello dei vertebrati.
Il team ha documentato l’intero processo: dopo l’amputazione, in meno di un mese, l’occhio ricresce e torna funzionale. La rigenerazione avviene in quattro fasi precise:
- Guarigione della ferita.
- Formazione di un blastema, un ammasso di cellule indifferenziate pronte a specializzarsi.
- Sviluppo della nuova retina e del cristallino.
- Maturazione finale di tutte le strutture oculari.
“Abbiamo osservato una rigenerazione completa del bulbo oculare e del peduncolo nel giro di un mese”, hanno spiegato gli autori, sottolineando come l’occhio riacquisti la sua organizzazione e funzione originale.
Il segreto è nel gene Pax6, lo stesso dell’uomo
Ma come è possibile? La chiave di volta sembra essere un gene specifico, il Pax6. Questo gene è noto da tempo per essere fondamentale nello sviluppo degli occhi anche nei vertebrati, incluso l’essere umano. “Dimostriamo per la prima volta che le ampullarie non solo possiedono il Pax6, ma che questo gene è essenziale per lo sviluppo dei loro occhi”, ha affermato la dottoressa Accorsi.
Per provarlo, gli scienziati hanno creato esemplari di lumaca privi della funzionalità del gene Pax6. Il risultato? Nascevano completamente cieche. Questo conferma che il gene agisce come un vero e proprio “interruttore” che avvia il programma di sviluppo oculare. La scoperta rende la Pomacea canaliculata un organismo modello ideale per studiare i meccanismi che potrebbero, in futuro, aiutarci a comprendere come riparare organi sensoriali complessi.
Conclusione La capacità di questa umile lumaca di rigenerare un organo così sofisticato rappresenta una pietra miliare per la scienza. Sebbene la ricerca sia ancora agli inizi e non sia ancora chiaro se la vista recuperata sia perfetta al 100%, questo studio apre una nuova, entusiasmante frontiera nella biologia rigenerativa.
