Mutui, in Italia intaccati dall’effetto spread
Mutui in Italia intaccati da effetto spread

I mutui in Italia cominciano a essere intaccati dall’effetto dello spread

Bisogna proprio decidere di non vedere e di non ascoltare, per sorvolare su quello che vuol dire uno spread superiore a certi limiti. E’ qui che si gioca la differenza fra l’adesione a una tesi ideologica, vale a dire che lo spread stesso sia un’invenzione e comunque qualcosa che conta poco, e un’interpretazione pragmatica, realistica delle cose.

Tenendo conto anche di un altro fatto, e cioè che lo spread medesimo, le banche, i mercati, non sono realtà avulse, separate dalla nostra, e quindi dal contesto in cui viviamo. Noi siamo un pezzo di spread, di banche, di mercato. Nel momento stesso in cui si demoninazzano questi elementi della vita di Paese, o comunque di una o più collettività, demonizziamo in parte anche noi stessi.

A tutti è noto che i soldi in banca, chi più chi meno, ce li hanno tutti. A tutti è noto che gli Italiani, popolo di grandi risparmiatori, investono i propri risparmi, in Bot, azioni, obbligazioni, fondi comuni e quant’altro. Se una di queste modalità entra in crisi, peggio ancora se lo fanno tutte insieme, entriamo in crisi anche noi. Sembra una banalità, un’ovvietà, ma un popolo, quello italiano, che si distingue in Europa per essere quello a più alto tasso di analfabetismo funzionale, queste cose sembra non capirle o non averne assimilare a sufficienza.

L’analfabetismo funzionale è una forma di analfabetismo caratterizzata dal fatto che una persona non ha sufficienti capacità per comprendere e analizzare un testo nella vita quotidiana, né di scrivere correttamente su determinati argomenti. Il mix che ne deriva è di carattere esplosivo, perché vuol dire non solo che non capiamo sufficientemente ciò che è scritto, ma non riusciamo nemmeno a scriverne in maniera corretta (ammesso che qualcosa, sia pur minima, siamo riusciti a capirla).

Ciò che sta succedendo, per l’appunto, a termini come Spread. Qualcuno dice che è tutta una montatura, qualcuno dice che è un concetto fuorviante, qualcuno dice che viene presentato come non dovrebbe. Intanto, però, gli analisti formulano scenari poco rassicuranti su tutta una serie di situazioni. Lo spread alto, innanzitutto nuoce al sistema bancario, quello di cui noi siamo parte integrante e importante. In secondo luogo, scendendo più nello specifico, determina conseguenze palpabili più o meno immediatamente, ad esempio sui mutui. E i mutui, come noto, sono un aspetto della vita economico-sociale del Paese cui la stragrande maggioranza dei cittadini prima o poi si lega.

Le banche, appunto, hanno già cominciato a rincarare i mutui, e questo significa ovviamente rate più salate. Ecco che i primi effetti dello spread alto, cominciano a riverberare sulle famiglie, sulla quotidianità del loro vissuto. Nei mutui ancora da sottoscrivere, non potrà non essere tenuto in considerazione il fattore Spread. Dai dati raccolti, si evince che circa una dozzina di banche hanno iniziato a rincarare il proprio tasso fisso. Per alcune di esse, peraltro, i rincari hanno riguardato anche il sistema del tasso variabile.

I rincari vanno dai 5 ai 20 punti; questo vuol dire, in termini brutali, che per un finanziamento di centomila euro a venti anni, per rata ci saranno dai 2,5 euro ai 10 euro in più. In proposito, Guido Bertolino, Responsabile di Business Development di MutuiSupermarket.it, osserva non senza una certa preoccupazione: “Lo spread Btp/Bund ha registrato un forte aumento, ma è ancora estremamente volatile. Questa volatilità da un lato non ha creato degli impatti evidenti sui tassi dei mutui offerti, dall’altro sta alimentando l’incertezza in un periodo in cui le banche stanno pianificando gli impieghi per il prossimo anno”.

“Il sistema bancario – continua l’esperto -, che solitamente registra una certa inerzia nel trasferire sui consumatori le variazioni del costo del denaro, sembra aver adottato un atteggiamento di attesa. Ovviamente se il differenziale di rendimento fra Btp decennali italiani e Bund tedeschi dovesse assestarsi stabilmente sui livelli attuali, o persino superiori a quelli raggiunti negli ultimi giorni, è facile immaginare ripercussioni sui tassi dei nuovi mutui offerti e sulle regole di credito adottate per la concessione dei finanziamenti”.

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