Una nuova analisi scientifica mette in discussione l’associazione diretta tra statine ed effetti collaterali comunemente riportati dai pazienti. I risultati, pubblicati sulla rivista medica The Lancet, indicano che la maggior parte dei disturbi attribuiti a questi farmaci non sarebbe causata dal principio attivo. La ricerca è rilevante perché le statine sono tra i medicinali più prescritti al mondo per il controllo del colesterolo.

Lo studio e il campione analizzato
L’analisi ha coinvolto complessivamente 123.940 persone seguite per una media di 4,5 anni dall’inizio della terapia. I dati provengono da 19 studi clinici randomizzati, nei quali gli effetti delle statine sono stati confrontati con quelli di un placebo, consentendo un confronto diretto e controllato.
Effetti collaterali e confronto con il placebo
Secondo i ricercatori, sintomi come dolori muscolari, stanchezza e altri disturbi aspecifici sono emersi con frequenze simili sia nel gruppo trattato con statine sia in quello che assumeva placebo. Questo suggerisce che una parte significativa degli effetti segnalati possa non dipendere dal farmaco, ma da altri fattori.
- Quali sono le statine che non aumentano la glicemia
- Chi Dovrebbe Assumere Statine: Criteri di Idoneità per la Prevenzione della Malattia Cardiovascolare
- Statine e dolori muscolari: Consigli
Il ruolo dell’effetto nocebo
Gli autori dello studio evidenziano il possibile impatto dell’effetto nocebo, ovvero la comparsa di sintomi negativi legati alle aspettative del paziente più che all’azione farmacologica. La consapevolezza di assumere un farmaco spesso associato a effetti indesiderati potrebbe influenzare la percezione dei sintomi.
Implicazioni cliniche e prescrittive
I risultati potrebbero incidere sul modo in cui medici e pazienti valutano i rischi della terapia con statine. Una migliore comprensione delle reali cause degli effetti collaterali potrebbe favorire una maggiore aderenza al trattamento, considerato efficace nella riduzione del rischio cardiovascolare.
