Valutazione del rischio incendio: guida pratica

Operatore in azienda che controlla estintore e mappa di evacuazione durante una simulazione antincendio

La valutazione del rischio incendio è un obbligo per tutte le attività lavorative, secondo la normativa italiana sulla sicurezza. Serve a prevenire incidenti, salvaguardare vite umane e proteggere i beni aziendali. Vediamo come effettuarla correttamente, passo dopo passo.

Operatore in azienda che controlla estintore e mappa di evacuazione durante una simulazione antincendio

Cosa prevede la normativa antincendio in Italia

La valutazione del rischio incendio è regolata dal D.Lgs. 81/2008 e dal DM 3 settembre 2021, noto anche come “Decreto Controlli”. Ogni datore di lavoro deve identificare i pericoli legati al fuoco e adottare misure preventive adeguate.

Il documento deve essere incluso nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) e aggiornato periodicamente o in seguito a modifiche strutturali o organizzative dell’attività. Secondo i dati INAIL, il 14% degli infortuni gravi sul lavoro coinvolge dinamiche legate al fuoco o a sostanze infiammabili.


Fasi principali per valutare il rischio incendio

1. Identificazione dei pericoli

Valuta la presenza di materiali infiammabili, sorgenti di accensione (come impianti elettrici o macchinari) e condizioni che potrebbero favorire la propagazione del fuoco.

2. Analisi delle persone esposte

Considera il numero di lavoratori, visitatori, persone con disabilità o non familiari con l’ambiente. L’obiettivo è proteggere anche chi potrebbe trovarsi in difficoltà durante l’evacuazione.

3. Valutazione del rischio

Incrocia i dati sui pericoli con la probabilità di innesco e le conseguenze potenziali. In base al livello di rischio (basso, medio, elevato), il piano di prevenzione e protezione sarà più o meno articolato.

4. Individuazione delle misure preventive e protettive

Può includere:

  • Segnaletica di sicurezza
  • Estintori e impianti antincendio automatici
  • Formazione del personale (addetti antincendio)
  • Prove di evacuazione periodiche

5. Redazione e aggiornamento del documento

La valutazione deve essere documentata e conservata. Il documento deve riportare responsabilità, misure attuate e risultati delle prove pratiche.


Strumenti e riferimenti utili per aziende e professionisti

Secondo il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, è possibile utilizzare la guida tecnica per la classificazione del rischio incendio, allegata al DM 3/09/2021. Inoltre, il portale PuntoSicuro offre aggiornamenti normativi, esempi pratici e modelli di DVR.

Chi gestisce attività soggette a controllo dei Vigili del Fuoco (come scuole, ospedali, industrie) deve redigere anche una valutazione del rischio specifica per la SCIA antincendio.


Conclusione
Valutare il rischio incendio è un passaggio fondamentale per garantire la sicurezza in ogni ambiente di lavoro. Non è solo un obbligo di legge, ma una misura concreta per prevenire danni e salvare vite.

Per approfondire, consulta:

By Antonio Capobianco

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