Baricitinib contro l’artrite reumatoide: arriva anche in Italia

Invade la cartilagine e provoca l’erosione e la graduale distruzione, l’artrite reumatoride (A.R.) è una malattia cronica, che persiste nel tempo e colpisce la membrana sinoviale delle articolazioni, proprio questa membrana reagisce a questa tipologia di infiammazione producendo il panno sinoviale ed è questo punto che è invasa la cartilagine, gli studi fino ad ora ci hanno confermato che tale processo avviene quando il sistema immunitario utilizza le proprie armi contro le stesse membrane che ricoprono le articolazioni.

Colpisce prevalentemente le articolazioni simmetriche, ma anche tendini, sinovia, muscoli, borse ed altri tessuti dell’organismo.

Il decorso dell’artrite reumatoide spazia da lieve a grave. Nella maggior parte dei casi la malattia è cronica, dura cioè a lungo, in pratica tutta la vita. In molti soggetti periodi di malattia relativamente blanda vengono interrotti da episodi o fiammate di peggioramento. In altri, i sintomi sono costanti.

Un’azione terapeutica immediata e mirata è fondamentale per ritardare il decorso della malattia e migliorare la qualità di vita di chi convive con l’artrite reumatoide; per questo motivo è indispensabile che la diagnosi arrivi tempestivamente, identificando quei fattori prognostici negativi in grado di evidenziare l’evoluzione aggressiva di questa patologia autoimmune.

Non esiste una cura universale e definitiva, ma attraverso un trattamento appropriato, mirato alla riduzione del dolore, alla rivisitazione delle proprie abitudini comportamentali e alla prevenzione delle lesioni articolari, è comunque possibile convivere con la malattia e mantenere una buona qualità di vita.

Se finora non era stata ancora trovata una cura definitiva, la svolta potrebbe essere arrivata grazie a un nuovo farmaco, il Baricitinib, formulato di recente da alcuni studiosi e disponibile tra qualche settimana in tutte le farmacie.

Artrite reumatoide, finalmente il Baricitinib arriva anche in Italia

Artrite reumatoide finalmente il Baricitinib arriva anche in Italia

Il Baricitinib ha determinato nel corso della sua sperimentazione un netto miglioramento nel controllo del dolore già nelle prime settimane di terapia.

In effetti l’assunzione quotidiana di una compressa, come documentato in due studi pubblicati lo scorso anno sul «New England Journal of Medicine» e sulla rivista «Annals of Rheumatic Diseases», ha determinato un miglior controllo della malattia (in particolare del dolore) già dalle prime settimane, per poi confermarsi dopo 24 e 52 settimane di trattamento, ovvero fino a un anno dopo l’inizio delle cure.

Il nuovo farmaco è pensato in particolar modo per tutte quelle forme ‘refrattarie’ della malattia. Il suo meccanismo d’azione andrebbe ad inibire dei particolari enzimi che normalmente gestiscono le infiammazioni e che a loro volta sono direttamente responsabili sia dello sviluppo che della progressione della patologia.

Il nuovo farmaco, secondo gli esperti, andrebbe ad offrire notevoli prospettive, soprattutto in quel 50% dei pazienti che attualmente non risponde a nessun miglioramento con gli attuali farmaci di prima linea e che si basano sul principio attivo del metotrexate.

Oltre all’efficacia, provata da tutti gli studi finiti prima sui tavoli dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) e poi di quella italiana (Aifa), che nelle prossime settimane lo renderà rimborsabile in tutto il Paese, la peculiarità è data dalla modalità di somministrazione: per via orale, un vantaggio non da poco che si tradurrà in una maggiore aderenza alle terapie.

L’assunzione di una compressa faciliterà sicuramente la gestione della malattia da parte dei pazienti anche nel corso dei loro viaggi e sul posto di lavoro, con un netto vantaggio anche della loro qualità della vita.

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