Chi usa la cannabis per gestire ansia, dolore o depressione potrebbe esporsi a un pericolo inaspettato: la paranoia. Un recente e vasto studio scientifico mette in luce come l’automedicazione con cannabinoidi possa avere effetti controproducenti sulla salute mentale, ribaltando alcune convinzioni diffuse.

Automedicazione: un rischio sottovalutato
Contrariamente a quanto si possa pensare, assumere cannabis per alleviare i sintomi di ansia o depressione non è una scorciatoia sicura. Ricercatori del prestigioso King’s College di Londra hanno pubblicato uno studio su BMJ Mental Health che fa chiarezza. Analizzando i dati di oltre 3.300 consumatori, hanno scoperto che chi inizia a usare cannabis per motivi di salute (dolore, ansia, depressione) sviluppa livelli di paranoia significativamente più alti rispetto a chi la usa a scopo ricreativo.
Il motivo? Questi individui tendono a consumare prodotti con un tenore di THC (il principio psicoattivo) molto più elevato. I dati parlano chiaro: a fronte di un consumo medio di 206 unità di THC a settimana, chi si automedica per l’ansia o la depressione arriva a circa 250 unità.
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Sir Robin Murray, professore di ricerca psichiatrica presso l’IoPNN, è categorico: “Contrariamente a quanto si dice su internet, la cannabis non è un medicinale [per questi disturbi]… Le cose per cui viene prescritta, come dolore, ansia e depressione, sono proprio quelle che abbiamo scoperto essere collegate a un maggior rischio che le persone si mettano nei guai e diventino più paranoiche.”
Il legame con i traumi del passato
Un’altra analisi, pubblicata sulla rivista Psychological Medicine, aggiunge un tassello fondamentale: il ruolo del trauma infantile. Circa il 52% dei partecipanti allo studio ha riferito di aver subito traumi durante l’infanzia. I risultati mostrano che chi ha vissuto abusi fisici ed emotivi presenta punteggi di paranoia più alti del 35-40%.
Questi eventi passati non solo aumentano la vulnerabilità alla paranoia, ma spingono anche verso un consumo più intenso di cannabis, creando un circolo vizioso. Come spiega la Dott.ssa Giulia Trotta, psichiatra e ricercatrice del King’s IoPPN: “Se il trauma è la causa principale della paranoia, la cannabis la peggiora.” Questo suggerisce che chi ha un passato difficile è particolarmente suscettibile agli effetti negativi della sostanza sulla psiche.
In sintesi La cannabis non è una soluzione universale e l’automedicazione per disturbi mentali come ansia e depressione può rivelarsi un boomerang, aumentando proprio i sentimenti di paranoia che si vorrebbero combattere. Le evidenze scientifiche suggeriscono la massima cautela, specialmente per chi ha alle spalle esperienze traumatiche.
Prima di affidarsi a soluzioni fai-da-te, è fondamentale rivolgersi a un medico o a uno specialista della salute mentale.
Per approfondire l’argomento con dati e informazioni certificate, è possibile consultare le risorse ufficiali:
