Tutte le intelligenze artificiali promettono di farci risparmiare tempo, ma spesso finiscono per generare le stesse risposte generiche. Ogni volta che si apre una nuova chat, infatti, bisogna ricominciare da capo spiegando chi siamo, il tono di voce da usare e gli errori da evitare.

Per risolvere questa continua perdita di tempo, Google ha introdotto una funzione che cambia radicalmente l’esperienza d’uso dell’assistente: i Gem. Non si tratta di una semplice opzione estetica, ma della possibilità di creare versioni personalizzate e permanenti di Gemini, configurate per compiti specifici e senza scrivere una sola riga di codice.
Cosa cambia per l’utente
Fino ad oggi, l’approccio standard con i chatbot è stato simile a quello di un motore di ricerca: una casella vuota da riempire ogni mattina con prompt lunghi e ripetitivi. I Gem trasformano questo flusso di lavoro.
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Con questa funzione è possibile memorizzare un set dettagliato di istruzioni, una personalità definita e un obiettivo preciso. Una volta creato il proprio Gem, basta cliccarlo nella barra laterale, inserire una sola frase e l’IA genererà immediatamente un testo o un codice che rispetta gli standard richiesti. Di fatto, l’utente può costruire il proprio ecosistema di micro-app private modellate sul proprio metodo di lavoro.
Come funziona la personalizzazione
Il processo di creazione è accessibile direttamente dalle impostazioni di Gemini, dove è presente la voce dedicata ai Gem. Oltre a poter consultare i modelli predefiniti da Google, cliccando su “Nuovo Gem” si accede alla schermata di configurazione:
- Nome e Icona: Per mantenere ordinata la barra laterale, è consigliabile usare nomi focalizzati sulla reale utilità (ad esempio, “Il revisore di bozze” o “L’architetto di codice”), associando un’emoji dedicata.
- Istruzioni permanenti: È la sezione fondamentale in cui si definisce il comportamento dell’IA, lo stile di formattazione (come l’uso di elenchi o tabelle) e i cliché testuali da evitare.
- Sezione Conoscenza (Knowledge): Permette di caricare file di riferimento (manuali, PDF di linee guida aziendali o archivi di vecchi articoli) che il Gem userà come unica fonte di verità per elaborare le risposte.
Ad esempio, se si vuole imparare un linguaggio di programmazione, si può creare un Gem chiamato “Tutor Python”. Impostando le istruzioni affinché spieghi i concetti in modo accademico ed eviti di scrivere subito centinaia di righe di codice complesso, l’utente otterrà una vera e propria aula virtuale su misura, pronta all’uso con un solo clic.
Dove è disponibile e compatibilità
La funzione Gem è legata all’ecosistema di Google Gemini ed è accessibile sia da desktop che tramite l’applicazione mobile per smartphone. La distribuzione fa parte delle funzioni avanzate della piattaforma e richiede un abbonamento attivo ai piani a pagamento di Google (come Gemini Advanced). Il servizio è disponibile a livello globale, Italia inclusa, e supporta la condivisione dei Gem personalizzati con altri utenti per facilitare il lavoro in team.
Cosa resta da chiarire
Nonostante l’efficacia della funzione, restano da monitorare i limiti legati alla dimensione massima dei file che possono essere caricati nella sezione memoria per ogni singolo Gem. Inoltre, Google non ha ancora specificato se in futuro l’accesso alla creazione dei Gem base verrà esteso, anche solo parzialmente, agli utenti della versione gratuita di Gemini o se rimarrà un’esclusiva permanente dei piani Advanced.

