Il futuro delle consegne a domicilio sta scendendo dai server direttamente sui nostri marciapiedi, ma la convivenza con i pedoni si preannuncia tutt’altro che semplice. Le flotte di robot-fattorino si stanno espandendo rapidamente nelle metropoli americane, accendendo un acceso dibattito tra comodità tecnologica e vivibilità urbana.

Come funzionano e dove si trovano
Questi dispositivi sono veri e propri scatoloni su ruote dotati di intelligenza artificiale, telecamere e sensori avanzati. Aziende leader come Serve Robotics e Coco Robotics li utilizzano per trasportare cibo a domicilio, dai frullati alle insalate.
Attualmente il fenomeno è concentrato negli Stati Uniti, con Los Angeles a fare da principale laboratorio a cielo aperto. Serve Robotics ha appena distribuito altri 500 robot in 40 quartieri della città californiana. Non si tratta più di una sperimentazione isolata, ma di una presenza fissa che interagisce quotidianamente con migliaia di passanti.
Cosa cambia concretamente per i cittadini
L’impatto sulla vita di tutti i giorni è immediato e tangibile. I robot si muovono sugli stessi marciapiedi usati dai pedoni, creando scenari inediti e talvolta problematici:
- Ostacoli sui marciapiedi: Nei quartieri della movida o davanti ai caffè con tavolini all’aperto, i robot faticano a passare, si bloccano e creano ingorghi.
- Problemi di accessibilità: La presenza di questi pesanti oggetti in movimento rappresenta un rischio e un ostacolo ulteriore per i disabili in carrozzina.
- Incidenti e bug: Si registrano già i primi problemi legati alla sicurezza. A Chicago un robot ha infranto la vetrata di una pensilina del bus, mentre in New Jersey un ciclista ha riportato ferite dopo essere stato urtato da uno di questi dispositivi.
Per farsi accettare, i robot sfruttano il fattore “tenerezza”. Mostrano occhi digitali ammiccanti e, quando non riescono a premere il pulsante per strisce pedonali, mostrano sullo schermo messaggi come: “Premi il pulsante del semaforo per me?”. Un’astuzia comunicativa che spinge molti passanti ad aiutarli, quasi provassero pena per loro.
I vantaggi e le proteste
I sostenitori di questa tecnologia, inclusi i ristoratori che abbattono i costi di consegna, sottolineano i benefici ecologici. I robot sono elettrici, non emettono gas di scarico e riducono il traffico automobilistico sulle strade. Inoltre, garantiscono le consegne anche in condizioni meteo proibitive, quando guidare diventa pericoloso per i fattorini umani.
Sul fronte opposto, i cittadini lamentano la perdita di spazi pedonali. In alcuni quartieri di Los Angeles sono nate vere e proprie forme di protesta pacifica, con residenti che si siedono sopra i robot o imparano a spegnerli manualmente tramite i comandi esterni. C’è poi la forte preoccupazione per la perdita di posti di lavoro per i rider umani.
Cosa resta da chiarire
Il vero nodo da sciogliere riguarda la regolamentazione. Città come Chicago hanno già posto limiti alla loro espansione, mentre altre località stanno valutando un blocco totale.
Per trovare un compromesso, i ricercatori della Cornell University hanno sviluppato il “robotability score”, un indice che valuta se un quartiere è adatto o meno ai robot in base alla larghezza dei marciapiedi e alla densità della folla. Resta da capire se le amministrazioni comunali adotteranno questi criteri prima che i marciapiedi diventino definitivamente troppo affollati.
Fonte: Inchiesta giornalistica basata su interviste a residenti, commercianti di Los Angeles (Sunset Blvd) ed esperti accademici.

