Nei minuti conclusivi di Hereditary – Le radici dell’essere (2018), il dramma familiare cede del tutto il passo all’horror occulto. Peter si getta dalla finestra della soffitta, una luce dorata entra nel suo corpo esanime e il ragazzo sale sulla casa sull’albero, dove gli adepti decapitati lo accolgono chiamandolo Charlie.
In breve, il finale di Hereditary mostra il compimento dell’evocazione di Re Paimon, uno degli otto re dell’Inferno citati nella demonologia classica. La nonna Ellen ha manipolato generazioni della famiglia Graham per offrire al demone un corpo maschile sano; Peter viene posseduto dall’entità spirituale, già ospitata in precedenza dalla sorella Charlie.

Chi è Re Paimon e perché la setta cercava il corpo di Peter
L’errore più comune di chi guarda il film per la prima volta è considerare gli eventi una metafora esclusiva della malattia mentale. Ari Aster usa il lutto e la psicosi genetica come terreno fertile, ma sul piano diegetico il complotto demoniaco è letterale e meticoloso.
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Paimon appartiene alla tradizione della Pseudomonarchia Daemonum e della Chiave Minore di Salomone (Ars Goetia). I testi lo descrivono come un re infernale obbediente a Lucifero, associato al suono di trombe e cembali, ma soprattutto vincolato a una preferenza: esige un involucro maschile.
Ellen Leigh, la matriarca defunta, guidava una congrega disposta a tutto pur di garantire all’entità una discesa terrena in cambio di ricchezze e onori. Il primo tentativo era ricaduto sul figlio maschio di Ellen, suicidatosi anni prima accusando la madre di voler “infilargli gente dentro”. Con Peter protetto durante l’infanzia dal rifiuto istintivo di Annie, la nonna ha ripiegato temporaneamente sulla neonata Charlie. Charlie non ha mai avuto una vera identità autonoma: fin dalla nascita ha ospitato frammenti dello spirito di Paimon, elemento tradito dal tic della lingua (lo schiocco) che ritorna puntuale quando Peter riapre gli occhi nel cortile.
La sequenza di decapitazioni: il rituale di sottomissione
La perdita della testa è il filo conduttore dell’intera pellicola, non un semplice espediente visivo per scioccare il pubblico. Per trasferire lo spirito e completare il rito di legame servono tre sacrifici specifici appartenenti alla linea di sangue:
- La dissacrazione iniziale: il corpo di Ellen viene decapitato nella tomba e portato in soffitta per consacrare lo spazio sacro.
- La separazione forzata: l’incidente d’auto di Charlie non è una tragica casualità. Sul palo è inciso il sigillo di Paimon, la carcassa dell’animale morto sul ciglio della strada era un segnale e la manovra di Peter è stata pilotata dall’influenza della setta.
- La rottura psichica finale: Annie si decapita da sola a mezz’aria nella soffitta mediante un filo di pianoforte.
Nella pratica rituale mostrata da Aster, la decapitazione priva il corpo dell’anima originaria e recide ogni volontà residua. Quando Peter assiste al suicidio del padre Steve (arso vivo dopo il contatto con il quaderno) e all’attacco furioso della madre posseduta, subisce un collasso psicologico totale. Il salto dalla finestra serve a svuotare il ricettacolo: nel momento esatto della morte clinica del ragazzo, la luce blu-dorata prende possesso dell’involucro biologico.
Gli indizi che anticipavano la conclusione fin dalle prime scene
Rivedendo il film con cognizione di causa, ogni snodo narrativo si rivela predeterminato, privando i Graham di qualsiasi libero arbitrio.
Sulle pareti della casa compaiono scritte in latino incise nel legno già nelle prime sequenze: Satony, Liftoach Pandemonium e Zazas, formule classiche di evocazione goetica. Persino la composizione dei modellini in miniatura realizzati da Annie riflette la gabbia in cui si muove la famiglia: la telecamera inquadra le stanze reali con le stesse angolazioni delle case delle bambole, sottolineando che i protagonisti sono pedine mosse da forze esterne.
Un dettaglio pratico che sfugge spesso riguarda Joan. La donna si finge una sconosciuta comprensiva incontrata per caso a un gruppo di supporto, ma l’album di foto ritrovato da Annie conferma che Joan era il braccio destro di Ellen nella congrega. Il rituale della tazza di tè con l’erba nera (la dittamo di Creta, tradizionalmente usata nelle evocazioni per dare consistenza corporea agli spiriti) serviva a indebolire le barriere psichiche di Annie, accelerando la rovina dell’intero nucleo.
Domande frequenti sul finale di Hereditary
Perché Charlie viene chiamata Paimon nella casa sull’albero?
Joan si rivolge a Peter chiamandolo Charlie perché l’identità che occupava il corpo della bambina era sempre stata l’entità demoniaca. Con il trasferimento nel corpo maschile di Peter, Paimon ha finalmente ottenuto la sua forma ideale.
Che significato ha lo schiocco della lingua alla fine?
Lo schiocco con la lingua era l’abitudine fisica con cui Charlie manifestava la presenza dell’entità demoniaca. Quando Peter si risveglia ed esegue lo stesso movimento involontario, lo spettatore comprende che la coscienza del ragazzo è scomparsa definitivamente.
Annie era complice della setta o solo una vittima?
Annie era una vittima priva di complicità conscia. Il suo subconscio ha sempre tentato di proteggere i figli: gli episodi di sonnambulismo, tra cui il tentativo di dare fuoco a se stessa e ai bambini anni prima, erano atti disperati per impedire la possessione.
I Graham non hanno mai avuto una reale possibilità di salvarsi: il loro dramma psicologico era soltanto la fase preparatoria di un sacrificio meticolosamente orchestrato molto prima della loro nascita.

