Mediterranea vuole seguire il destino della Sea Watch

Solo una manciata di giorni fa abbiamo seguito le peripezie della Ong Sea Watch che, dopo 14 giorni al largo del nostro porto, ha scelto di sbarcare a Lampedusa, andando contro gli ordini imposti dal governo italiano.

Ed ecco che la storia si ripete: la nave Alex dell’ong Mediterranea, con 54 migranti a bordo, è arrivata alle 4 di venerdì mattina a 12 miglia da Lampedusa. 

L’annuncio del salvataggio dei migranti e dell’intenzione di dirigersi verso il nostro paese era già stato ieri, scatenando immediatamente una marea di reazioni soprattutto tra la classe dirigente leghista.

“Gli amici di Malta hanno dato la disponibilità del porto di La Valletta come punto di sbarco” per la nave Alex della ong Mediterranea, che però ha rifiutato. “Allora basta: è evidente che si tratta di pirateria anche in questo caso”, ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “C’è un porto sicuro, un porto europeo indicato: se questa nave dei centri sociali disubbidisse anche a un’indicazione di un’autorità europea sarebbe di una gravità assoluta”.

Durante la notte Salvini ha firmato, insieme con i ministri Trenta e Toninelli, il divieto di ingresso, transito e sosta in acque territoriali italiane della nave Alex.

La stessa Ong sottolinea però che “per le condizioni psicofisiche delle persone a bordo e le caratteristiche della nave, non è in grado di affrontare la traversata verso Malta”. “Ma siamo disponibili a trasferire i naufraghi su motovedette maltesi o della Guardia Costiera italiana”, conclude Mediterranea.

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