Milano, deve restare in carcere il padre del piccolo Mehmed
Taglio dei parlamentari diventato legge

Era dedito alla droga e all’alcol, amava spendere i suoi soldi i vizi ed abiti costosi che poi sfoggiava sui social, possedeva armi che non si preoccupava di nascondere: questo è il ritratto di Aliza Hrustic, che però era anche padre di numerosi figli, che spesso gli erano d’intralcio.

Le testimonianze che in questi giorni sono pervenute su di lui sono terribili: picchiava continuamente mogli e figli, era un tossico violento e, come lui stesso ha confermato, ha ucciso suo figlio Mehmed, di soli due anni, solo per farlo smettere di piangere.

Peccato che il piccolo piangeva per delle ustioni ai piedi, che era stato lui stesso a provocargli con un accendino.

Quando i soccorsi sono entrati, all’alba, nell’appartamento occupato in via Ricciarelli 22, il piccolo era steso sul letto, pieno di lividi, aveva i piedi fasciati. «Venite, c’è un bambino che fatica a respirare», la telefonata del padre, ma il piccolo era già morto, forse da due ore.

Per questo il 25 enne di origine croata deve restare in carcere: il gip ha infatti convalidato il fermo chiesto da pm, perché esiste la possibilità che l’uomo possa uccidere ancora o fuggire.

Nelle prossime ore sarà compiuta l’autopsia, che riuscirà a chiarire la causa esatta della morte ma anche cosa il bimbo subiva ogni giorno, dato che il suo corpicino è pieno di lividi.

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